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Piccolo grande valzer di poltrone a Montecitorio. Se il governo di rimpasti e crisi non ne vuole sapere, la Camera dei Deputati è costretta a rinnovare ben 14 posti in prima fila: i presidenti delle Commissioni. Ordinaria amministrazione, ma anche una ghiotta occasione per riequilibrare le posizioni di forza interne alla maggioranza.

Dai corridoi del palazzo inizia a filtrare una lista semi ufficiale. In ordine numerico, si parte dalla I Commissione, Affari Costituzionali. Va verso una riconferma il grillino di ferro Giuseppe Brescia, autore dell’omonima legge elettorale, il Brescellum. Segue la Commissione Giustizia, con un altro pentastellato, il sardo Mario Perantoni.

In pole per la presidenza della III Commissione, gli Affari esteri, c’è invece un dem, e non uno qualsiasi. A sostituire la M5S Marta Grande sarà Piero Fassino, l’ex sindaco di Torino con un pallino per la politica internazionale (fra le altre cose, presiede il think tank Cespi, Centro studi di politica internazionale).

La presidenza della IV Commissione, Difesa, potrebbe andare ancora una volta al pentastellato Gianluca Rizzo. Cambio al vertice invece alla Commissione Bilancio, un tassello clou che torna alla maggioranza: il leghista doc Claudio Borghi dovrebbe infatti lasciare il posto al più moderato dem Fabio Melilli. Un ex dem invece è pronto a passare dalla Commissione Bilancio alla Commissione Finanze, come presidente: l’economista renzianissimo Luigi Marattin.

Continua il valzer con la Commissione Cultura, dove va verso una riconferma il grillino Luigi Gallo. Un altro leghista è scalzato invece dalla Commissione Ambiente, territorio e lavoratori pubblici. Al posto di Alessandro Benvenuto si scalda per la presidenza nientemeno che l’ex Guardasigilli Andrea Orlando. Stesso copione per la Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni (oggi al centro della partita per il 5G), dove il leghista Alessandro Morelli cederà il posto alla deputata di Italia Viva Raffaella Paita.

La decima casella, la Commissione Attività Produttive, vede in arrivo un cambio alla guardia fra la leghista Barbara Saltamartini e il Pd Gianluca Benamati. Guglielmo Epifani (Leu), sindacalista, già segretario della Cgil e del Pd, invece, è dato quasi certo per la presidenza della Commissione Lavoro. Chiudono il rimpastino tre conferme in casa M5S: Marialucia Lorefice al vertice della Commissione Affari sociali, Filippo Gallinella in Agricoltura, Sergio Battelli in Commissione Politiche dell’Unione europea.

Valzer a Montecitorio. Chi sono i (possibili) nuovi presidenti di Commissione

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