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Le truppe della Germania nazista occuparono l’Hôtel Lutetia, uno dei più prestigiosi alberghi sulla rive guache, facendone il loro quartier generale fino alla liberazione di Parigi. Così, la prima sede dell’Ufficio per la salvaguardia della sicurezza nazionale a Hong Kong, istituzione con compiti di intelligence e di controllo prevista dalla contestata nuova legge sulla sicurezza imposta da Pechino sull’ex colonia britannica (il regime dice per riportare la stabilità, gli attivisti parlano di repressione del dissenso), è il Metropark Hotel Causeway Bay, un quattro stelle tra i più conosciuti della baia.

Certo, non è il lusso sfrenato dell’Hôtel Lutetia scelto dagli ufficiali di Adolf Hitler, ma la struttura è dotato di tutti i comfort. In particolare, offre una splendida vista sul Victoria Park, dove si tenevano le veglie annuali a lume di candela per commemorare le vittime della repressione di piazza Tiananmen nel 1989.

Il logo dell’hotel è stato rimosso, al suo posto il simbolo della Repubblica popolare cinese. “Noi metteremo in atto le nostre responsabilità ed eserciteremo il nostro potere per difendere la sicurezza nazionale con fermezza, in accordo con la legge”, ha detto all’inaugurazione il capo del nuovo ufficio, Zheng Yanxiong, considerato un “falco” nella nomenklatura del Partito comunista cinese. Il nuovo ufficio, secondo quanto ha detto il capo dell’ufficio di collegamento del governo centrale di Pechino a Hong Kong, Luo Huining, sarà il “guardiano della sicurezza nazionale”. Luo ha anche assicurato che l’ufficio non violerà i diritti legali di alcuno.

I TIMORI DEGLI ATTIVISTI

Non la pensano allo stesso modo gli attivisti pro democrazia e i sostenitori dell’autonomia di Hong Kong, per i quali la nuova agenzia porrà un grave problema di libertà nel Paese, anche alla luce delle norme previste dalla nuova legge sulla sicurezza che forniscono alla polizia hongkonghese e agli agenti cinesi ampi poteri di accertamento.

“L’Ufficio per la salvaguardia della sicurezza nazionale analizzerà, studierà e trarrà conclusioni sulla situazione nazionale a Hong Kong”, ha cercato di minimizzare all’inaugurazione la governatrice di Hong Kong Carrie Lam. “Fornirà consigli e suggerimenti sulle principali strategie e politiche concernenti la difesa della sicurezza nazionale”. Tra gli altri compiti dell’ufficio, ci saranno anche quelli di supervisionare sul tema della “sicurezza nazionale” a Hong Kong, analizzare le intelligence di sicurezza e raccoglierle. Quindi un ventaglio molto ampio di compiti e molto impattante sull’autonomia dell’ex colonia, cosa che ha spinto diversi paesi – Regno Unito e Stati Uniti in primis – a protestare contro la nuova legge.

I CAMPIONI DI DNA

La polizia di Hong Kong ha raccolto campioni di Dna e perquisito le case dei primi manifestanti arrestati ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale entrata in vigore la scorsa settimana. La polizia locale ha effettuato i primi arresti la scorsa settimana portando in custodia dieci manifestanti: sei uomini e quattro donne, dai 15 ai 67 anni, sono stati arrestati con l’accusa di atti di incitamento o di sostegno alla sovversione o alla secessione. Il quotidiano Straits Times riferisce che, secondo gli avvocati che rappresentano i manifestanti, almeno sei di loro possedevano opuscoli e striscioni a favore della democrazia e dell’indipendenza dell’ex colonia britannica. Janet Pang, avvocato di alcuni di essi, ritiene che sia la prima volta che vengono raccolti dati genetici da manifestanti arrestati per reati minori.

Ecco l'hotel a 4 stelle da cui Pechino controllerà Hong Kong

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