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Il botta e risposta tra il Movimento 5 stelle, la presidenza del Consiglio e Matteo Salvini continua ininterrotto. A due settimane dalle elezioni europee, la linea di guardia sembra già abbondantemente superata e mentre all’improvviso tutti parlano dei rimpatri, scomparsi dal dibattito politico per un anno, la cronaca degli sbarchi ripresi e l’ipotesi di una nuova richiesta di autorizzazione a procedere da parte del Tribunale dei ministri di Catania forniscono ulteriori elementi di tensione.

IL “SUPPORTO” DI PALAZZO CHIGI

Le polemiche sulla bozza del decreto sicurezza bis diffusa dal Viminale stanno confermando che il presidente del Consiglio e il M5S sono sullo stesso lato della barricata: a Luigi Di Maio che sabato aveva contestato a Salvini il non poter sempre scaricare le colpe sugli altri, si è aggiunta una nota ufficiosa di Palazzo Chigi secondo la quale i rimpatri sono competenza del ministro dell’Interno, “ma siamo disponibili a dare un supporto”. Una nota che continua il ping pong su un tema di straordinaria importanza sul quale è evidente a tutti la competenza di più ministeri coordinati dalla presidenza del Consiglio, visto che parliamo di accordi internazionali, e non attribuibile in via esclusiva al Viminale che quando può fa scortare dai poliziotti gli irregolari da rimpatriare. Un supporto che, con diplomazia, ha concesso anche il ministro degli Esteri in un’intervista al Messaggero. Camminando su un filo sottile, Enzo Moavero Milanesi ha confermato che al ministro dell’Interno spetta “una responsabilità primaria rispetto alla questione della sicurezza. Ma è anche vero che si interseca con le competenze del presidente del Consiglio e dei ministri di Difesa, Infrastrutture ed Esteri”. Visto che in quella bozza si modifica anche il codice penale, aggiungiamo il titolare della Giustizia.

Moavero rimanda a una discussione collegiale nel Consiglio dei ministri ipotizzando come soluzione “un continuo coordinamento tra ministeri” oppure un accentramento delle competenze al Viminale “che ha già la responsabilità maggiore”. Un’apertura che molto difficilmente sarà condivisa dai ministri che perderebbero competenze precisa anche perché, sempre se quel testo sarà davvero discusso, gli approfondimenti giuridici saranno dirimenti.

“PROCESSATEMI PURE”

Nei comizi di questi giorni Salvini continua coerentemente a sostenere la politica dei porti chiusi (“Agli alleati dico: prima gli italiani”) arrivando a dire ai giudici del Tribunale dei ministri di Catania “processatemi pure, ma non fatemi perdere tempo”. Le tensioni e l’adrenalina da comizio sono una spiegazione, eppure anche in questo ci vorrebbe coerenza. Sulla vicenda Diciotti il leader leghista si diceva tranquillo finché, lette le 52 pagine della richiesta di autorizzazione a procedere, con il ministro e avvocato Giulia Bongiorno decise di opporsi sulla base del preminente interesse pubblico e il Movimento 5 Stelle fu decisivo nel negare l’autorizzazione, tra molti mal di pancia. Fermare l’immigrazione “mi è costato un tentato processo, respinto – ha detto Salvini in un comizio a Sanremo – ora stanno provando di nuovo”. La vicenda è il blocco di quattro giorni imposto alla nave Sea Watch e la “provocazione” arriva dopo quanto detto il 4 maggio (“Al processo vado col sorriso sulle labbra”): non sappiamo se e quando arriverà una nuova richiesta di autorizzazione né quale governo sarà in carica in quel momento, ma sarebbe davvero curioso se ci fosse un’altra memoria difensiva tesa a evitare il teorico processo sollecitato in questi giorni.

Un ulteriore rischio potrebbe verificarsi con l’arrivo dell’estate. A una motovedetta della Guardia costiera, con a bordo 64 migranti salvati al largo della Calabria, è stato concesso dal Viminale l’ingresso nel porto di Crotone con il relativo sbarco solo in seguito alle richieste delle forze dell’ordine locali a causa di un forte temporale. Sembra di capire che per qualche ora la nave (militare) è rimasta bloccata com’è avvenuto già in passato. Tra politica e cronaca sarà un’estate caldissima.

Salvini contro alleati e giudici: porti chiusi, processatemi pure

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