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Rinsaldare i propositi del vertice di Palermo, accompagnare il processo internazionale targato Onu che conduca a elezioni regolari, distendere una fitta rete di rapporti rafforzata da un nuovo ruolo per l’Italia.

Questi gli obiettivi della visita-lampo del premier Giuseppe Conte in Libia, ricevuto a Tripoli dal presidente del governo di conciliazione nazionale Al Serraj, da quello dell’Alto consiglio di Stato Khaled Al Meshri, mentre a Bengasi dal generale Khalifa Haftar e dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk Aguila Saleh.

SVOLTA?

“L’anno della svolta” ha definito Conte il 2019, e non potrebbe essere altrimenti. Ad Al Serraj il premier italiano ha manifestato, secondo fonti di Palazzo Chigi, tutto l’interesse verso gli ultimi sviluppi sul piano legislativo-istituzionale, economico e di sicurezza del Paese. Il frutto auspicato della Conferenza di Palermo era anche questo, nelle intenzioni italiane. Conte ha inoltre veicolato tutto l’appoggio alla road map immaginata dall’Onu che conduca ad una definitiva stabilizzazione istituzionale a otto anni dai fatti del 2011.

Un passaggio che è stato al centro del contatto telefonico di qualche giorno fa Conte-Salamè, in occasione del quale all’inviato dell’Onu Conte ha fatto presente che il quadro del processo targato Onu è la base su cui costruire nuovi rapporti e nuove interlocuzioni con tutti i player libici.

Si tratta del primo atto ufficiale del governo italiano dopo la nomina del nuovo Ambasciatore a Tripoli, Giuseppe Maria Buccino. Facile immaginare che, a breve, vi siano anche sostanziali novità circa la possibile riapertura del consolato italiano, chiuso dal gennaio 2013 per via di un attentato nei confronti del console Guido De Sanctis.

DA TRIPOLI A TOBRUK

L’attenzione mostrata verso i due interlocutori di Tripoli e Tobruk è la cartina di tornasole sulla quale Roma intende muoversi, segno di una precisa volontà di proseguire nel solco delle intenzioni sciorinate in Sicilia, con all’orizzonte massima attenzione a due elementi che caratterizzeranno l’evoluzione del caso libico: il referendum costituzionale e quindi il processo elettorale, con il nome nuovo di Saif Gheddafi, ufficialmente non entrato nel merito degli incontri italo-libici ma fatto oggettivo che accompagna il dibattito di fine anno sulla Libia.

Sul figlio dei rais alcuni media islamici si stanno concentrando particolarmente, asserendo che siano già nati comitati elettorali pronti a dare slancio a quei capi tribù che negli ultimi anni hanno dialogato con l’uomo forte della Cirenaica e che quindi adesso sono considerati i nuovi capibastone di Saif.

Quest’ultimo ha anche incontrato i vertici del governo russo a Mosca sia per programmare una nuova conferenza nazionale senza esclusione di alcuno dei player coinvolti sia per dare un’accelerata alle elezioni che sembravano certe fino a prima della scorsa estate.

VOX

Tornando a Conte, tutti gli incontri del premier italiano sono stati caratterizzati da una costante: Conte ha ribadito che il nuovo anno dovrebbe essere “l’anno della svolta” per il popolo libico, sottolineando che “non vogliamo decidere le sorti del popolo libico, ma siamo un Paese che ha a cuore le sorti del popolo libico ed è questa la ragione per cui ci siamo incontrati a novembre a Palermo e per cui oggi sono qui. C’è una premura da parte dell’Italia di offrire un contributo affinché possiate trovare un percorso di pace e di stabilità”.

ENAV

Intanto l’Enav si è aggiudicata un contratto da 2 milioni di euro da parte dell’Autorità per l’aviazione civile libica per la modernizzazione delle apparecchiature nella torre di controllo dell’aeroporto internazionale di Tripoli. In pratica si occuperà della fornitura di tre nuove workstation per i controllori del traffico aereo, utili anche all’implementazione di sistemi di comunicazione terra-aria-terra e terra-terra, nonché all’infrastruttura per i dati e le reti wireless.

“Operare in Libia ha un’importanza strategica per Enav – commenta l’amministratore delegato Roberta Neri – Infatti la parte meridionale dello spazio aereo italiano confina con lo spazio aereo libico, che attualmente è soggetto a forti limitazioni per il traffico aereo commerciale “.

A margine dell’ultimo contratto va segnalato che nel marzo 2019 sarà operativa la nuova torre di controllo dell’aeroporto Mitiga per cui entro la fine del 2019, assicura Neri, entrambi gli aeroporti saranno pienamente operativi “anche grazie al nostro supporto.”

twitter@FDepalo

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