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La crisi è superata, se non altro da un punto di vista psicologico. Con ogni probabilità sì. Un dato, diffuso nei giorni scorsi da Unioncamere-Infocamere, spiega bene una certa reazione tutta italiana al declino dell’economia. Quello relativo all’apertura di nuove attività, piccole o grandi che siano. In buona sostanza si parte da questo. Le imprese che aprono sono più di quelle che chiudono.

CREDERE NELL’IMPRESA

Dunque, secondo la società consortile di informatica del Sistema camerale le nuove attività economiche hanno superato quelle che hanno chiuso i battenti. Sono infatti 46mila in più le imprese iscritte nel 2017 nei registri delle Camere di commercio, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2016. Un saldo frutto nella sostanza di due fattori. E cioè l’ulteriore rallentamento della nascita di nuove imprese (quasi 357 mila a livello nazionale, l’1,8% in meno del 2016) e una più consistente frenata delle chiusure (poco più di 311 mila, il dato più contenuto degli ultimi dodici anni), in calo del -3,4% rispetto all’anno precedente.

LA SORPRESA MEZZOGIORNO

Ma c’è un altro dato degno di nota, sempre reso noto da Infocamere. Stavolta è questione di geografia. Al Sud troppo spesso tacciato di desertificazione industriale viene accreditata la maggioranza delle aperture, con una quota del 60% sul totale. In pratica sei imprese su dieci che hanno aperto i battenti riguardano regioni meridionali. Di più. Nel 2016 l’incidenza era stata del 55%, questo significa che il 2017 è stato il secondo anno consecutivo con più della metà delle aziende avviate provenienti dal Sud.

L’OPINIONE DEGLI ESPERTI

Per Matteo Giuliano Caroli, docente alla Luiss di economia e gestione delle imprese internazionali “non c’è dubbio che siamo dinnanzi a una consistente ripresa dell’economia italiana. L’Italia è molto meglio di come viene descritta, siamo la seconda manifattura in Europa, dovremmo ricordarcelo”. Quando ai sorprendenti dati del sud, Caroli cerca di dare una lettura realista. “Uno pensa che al Mezzogiorno sia solo desertificazione industriale e invece ci sono zone che hanno dato grande impulso all’economia. Basta guardare la Puglia con il turismo”. Ma c’è una sfida cui l’Italia non può sottrarsi. “Oggi quello che conta davvero è riuscire a spostare i sistemi produttivi sui settori più in crescita. E uno strumento per fare questo tipo di spostamenti può essere l’Industria 4.0”.

Della stessa opinione anche l’economista Leonardo Becchetti  per il quale il Sud ha delle potenzialità incredibili. “La verità è che certe regioni del meridione stanno facendo molto meglio di altre al nord. Certo, le differenze rimangono da territorio a territorio”. Becchetti poi mette in guardia dai facili trionfalismi. “Il dato è senza dubbio positivo ma attenzione perché l’italia continua a rimanere molto indietro rispetto alle altre nazioni “.

La ripresa, le imprese e il miracolo del sud

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