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L’A380 non sarà fermato. Dopo alcune notizie che volevano vicino lo stop al programma senza ulteriori ordini per il più grande aereo commerciale al mondo, il costruttore europeo Airbus ha voluto precisare che le dichiarazioni del chief operating officer e presidente di Airbus Commercial Aircraft, Fabrice Brégier, che quest’anno lascerà l’incarico, e del direttore commerciale John Leahy, anche lui prossimo all’addio, sono state fraintese.

“Vediamo un bel futuro per l’A380 – ha dichiarato il portavoce di Airbus al Corriere della Sera -. Il traffico aereo raddoppia ogni 15 anni e questo è l’aereo che può risolvere il problema. C’è entusiasmo da parte del mercato. Gli aeroporti non possono sopportare più aerei e ci vogliono mezzi come questo per decongestionarli”.

La vicenda prende le mosse dal mancato maxi-ordine del principale operatore del programma, Emirates, che oggi conta cento A380 in flotta e ha ordini per 142 aerei, il cui annuncio era atteso durante l’ultima edizione del Dubai Air Show. La compagnia, con la quale Airbus è in discussione da tempo, come confermato dallo stesso Leahy, che si è detto tuttavia “fiducioso” riguardo il raggiungimento di un nuovo accordo, sarebbe infatti interessata alla versione ri-motorizzata del super jumbo, l’A380 neo, il cui lancio stenta a decollare per i costi e i rischi di sviluppo ad esso connessi. A rallentare l’uscita sul mercato della “new engine option” (che seguirebbe in ordine di tempo l’A320 neo e l’A330 neo) di uno dei velivoli più amati dai passeggeri di tutto il mondo, anche i ritardi e i sovra costi accumulati da un altro velivolo di grandi dimensioni, che ha particolarmente afflitto gli ultimi bilanci del costruttore europeo, l’aereo militare da trasporto tattico A400M, che proprio in questi giorni ha raggiunto nuovi obiettivi sul fronte del miglioramento delle sue capacità operative.

A luglio scorso Airbus ha annunciato di voler rallentare la produzione dell’A380, oggi utilizzato da 13 compagnie aeree, passando da 15 a 12 velivoli l’anno nel 2018 e a otto nel 2019, sperando di arrivare ad avere nel frattempo un numero sufficiente di nuovi ordini per mantenere un rateo profittevole. Parallelamente ha svelato la versione “plus” dell’aeromobile, a cui sembra interessata anche la stessa Emirates, che offre un range incrementato, maggiore capacità passeggeri ed una riduzione del 4% di carburante, rispetto alla versione precedente. “Garantendo al passeggero – si legge sul sito di Airbus – la stessa esperienza di viaggio”. Il programma plus vede inoltre winglets alle estremità alari e altri miglioramenti aerodinamici. A380 a parte, al cui programma partecipa anche l’Italia con una quota del 5% della fusoliera del velivolo, che esce dagli stabilimenti Leonardo di Nola, le previsioni sono rosee e per il 2018 Airbus punta a consegnare complessivamente 800 velivoli, superando il record della 718 consegne a 85 clienti realizzato nel 2017. “Raddoppieremo il numero di A320neo” ha detto Bregier, spigando che nel 2018 potrebbero arrivare a toccare i due terzi del totale, contro un terzo del 2017.

Il numero di consegne è stato superiore di oltre il 4% rispetto al record precedente stabilito nel 2016 con 688 aerei. In particolare, il costruttore europeo ha consegnato 558 aerei a corridoio singolo della Famiglia A320 (di cui 181 A320neo – un incremento del 166% rispetto al 2016); 67 A330; 78 A350 XWB (+60%) e 15 A380. La performance si accompagna a ottimi risultati per quanto riguarda gli ordini. Airbus ha registrato infatti oltre 1.109 ordini netti da parte di 44 clienti. A fine 2017 il backlog globale contava 7.265 aeromobili, per un valore di listino pari a 1.059 miliardi di dollari. “Abbiamo stabilito un nuovo record di consegne, un successo che si aggiunge al quinto migliore livello di ordini, e che completa un anno per noi notevole. Questo risultato rafforza la nostra società e fa sì che sia in grado di cogliere le opportunità future”, ha dichiarato Fabrice Brégier.

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Airbus e il futuro del suo superjumbo

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