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Protagonista del proprio addio come lo sanno essere soltanto coloro che hanno svolto un ruolo di primo piano nella storia del proprio Paese, Silvio Berlusconi in realtà è come se avesse cambiato palcoscenico, balzando sull’onda delle prime pagine di media di tutto il mondo, dall’attualità alla storia. Alla sua scomparsa si addicono le parole di Leonardo Da Vinci: “Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire”

Genio e sgregolatezza, innate capacità seduttive e dialettica pervasiva. Il verbo preferito da Silvio Berlusconi era dribblare, schivare ed aggirare gli ostacoli per raggiungere comunque l’obiettivo prefissato.

Il repentino epilogo esistenziale dell’86enne Cavaliere del Lavoro, quattro volte presidente del Consiglio, primo tycoon ad impersonificare e ad avvalersi politicamente dell’avvento dell’emittenza privata in Italia, lascia una lunga scia di successi prima economici e poi politici che hanno impresso profonde trasformazioni nell’anchilosato sistema ideologico dei partiti e che, anticipando di un decennio l’avvento del web, hanno dispiegato un intero catalogo di innovazioni pubblicitarie destinate letteralmente a rivoluzionare in Italia l’intero settore.

Eclettico e acuto, Silvio Berlusconi ha primeggiato in ogni attività intrapresa, dall’edilizia, alla grande distribuzione, dalle assicurazioni all’editoria, dalla televisione alla pubblicità, dallo sport fino alla politica, evidenziando sempre un protagonismo accattivante ed egotistico.

Alle sue innate, poliedriche, capacità visionarie Berlusconi aggiungeva l’essenziale caratteristica della pragmaticità. In grado di convincere e trascinare tutti conservava una predisposizione per i dettagli e il perfezionismo.

Secondo la rivista americana Forbes, fino al 2021 Berlusconi fondatore di un impero economico editoriale e televisivo è stato con un patrimonio personale stimato in 7,3 miliardi di dollari Usa (circa 6 miliardi di euro) il sesto uomo più ricco d’Italia e il 318º più ricco del mondo.

Politicamente e storicamente lascia una eredità complessa e per molti versi controversa. All’intuizione del crollo delle ideologie e della fondazione di un nuovo partito, Forza Italia, col quale già all’esordio nelle elezioni del 1994 conquista la maggioranza parlamentare e la guida del Governo, sono seguite molte ombre in particolare sul fonte dei rapporti con esponenti mafiosi che, secondo varie Procure della Repubblica, sarebbero stati mediati da Marcello Dell’Utri. Come confermerebbe la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex senatore

Ombre mai concretizzatesi o sfociate in procedimenti giudiziari, che invece sono fioccati tanto innumerevoli a carico di Berlusconi per altri ambiti amministrativi, fiscali e penali, da far sospettare un accanimento giudiziario a molti dei seguaci del Cavaliere.

Inchieste e procedimenti quasi sempre conclusisi con proscioglimenti e assoluzioni, tranne per il processo che nell’agosto 2013 determinò la condanna passata in giudicato a quattro anni di reclusione (con tre anni condonati dall’indulto del 2006) per frode fiscale.

Riabilitato nel maggio del 2018, Berlusconi è stato rieletto a furor di popolo parlamentare alle elezioni europee del 2019 e nel 2022 Senatore della Repubblica.

Fino agli ultimi giorni ha seguito l’attività della maggioranza politica che sostiene il primo governo di centrodestra guidato da una Premier, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Maggioranza di Governo della quale il Cavaliere alla guida di Forza Italia è stato parte integrante.

Facile prevedere le lacrime di coccodrillo di molti di coloro che l’hanno in tutti i modi osteggiato e che ora si precipiteranno a rimpiangere e perfino ad applaudire il suo costante ruolo di leader di riferimento di un centro destra liberale e non populista, europeo ed internazionalmente equidistante, abile amico di Vladimir Putin ma anche dell’ex Presidente americano George W. Bush.

In ogni caso nessuno potrà negare che Silvio Berlusconi abbia rappresentato una svolta innovatrice e un vero termine di paragone. Certamente non è stato né casto né Santo, ma neanche il Demonio, e rimarrà una pietra miliare della politica italiana e della storia della televisione del secondo dopoguerra. Una pietra miliare che indica una precisa continuità politica ed imprenditoriale.

Eredità  complessiva che si identifica già con la figlia Marina che, appoggiandosi a Giorgia Meloni, valorizzerà politicamente l’esperienza e il nome epocale di Silvio Berlusconi, e sul versante aziendale moltiplicherà la genialità dell’esempio paterno e trasformerà l’azienda in una multinazionale.

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