Skip to main content

Era il lontano 2012 e l’allora presidente venezuelano Hugo Chávez inaugurava l’anno legislativo dell’Assemblea Nazionale. Nonostante la malattia, fece un discorso di più di nove ore, senza fermarsi per andare in bagno o per sedersi. L’intervento era incentrato sulle colpe dell’opposizione rispetto ai mali del Venezuela e l’influenza (negativa) dell'”imperialismo nordamericano”. Nessun commento sulla crisi economica e sociale del Paese o le responsabilità del governo.

Dopo otto ore, una sola deputata si alzò per interrompere il monologo di Chávez. Era la giovane politica María Corina Machado. Con microfono in mano, sfidò il leader socialista ad un dibattito, inchiodandolo sulle espropriazioni del regime nel settore privato, che “sono uguali a rubare”, gli disse. Chávez, furioso, rispose: “Mi stai chiamando ladro in pubblico, ma non ti rispondo lo stesso, perché aquila non caccia mosca, non sei alla mia altezza per parlare con me, se vinci le primarie dibattiamo”.

Undici anni dopo, Chávez non c’è più e Machado è la candidata favorita alle primarie della Piattaforma Unitaria, coalizione dell’opposizione che spera di sconfiggere il presidente Nicolás Maduro, erede del chavismo.

Con circa il 25% dei consensi, Machado è in testa nei sondaggi delle primarie previste per il 22 ottobre. I report di Datincorp e Datanálisis, due delle principali firme di monitoraggi indipendenti del Venezuela, coincidono nella previsione che sarà lei la vincitrice.

Nata a Caracas nel 1967, Machado è laureata in Ingegneria industriale e finanze, ed è diventata nota nei primi anni 2000, quando con il suo movimento Súmate, aveva promosso un referendum contro Chávez. All’epoca incontrò l’ex presidente americano George W. Bush alla Casa Bianca e la visita fu interpretata dal chavismo come una provocazione e come un segnale chiaro dei vincoli di quella parte dell’opposizione venezuelana con il governo degli Stati Uniti.

Ma per molto tempo Machado è rimasta al margine della strategia dell’opposizione venezuelana. Grande critica del governo ad interim di Juan Guaidó, la politica è diventata il volto della fazione più radicale della destra venezuelana. Come ricorda il giornalista venezuelano Alfonso Moleiro su El País, definendo Machado come “la dama di ferro” del Venezuela, in diverse interviste e messaggi sui social network la giovane politica ha denunciato l’esistenza di complici del chavismo e corrotti tra la leadership dell’opposizione.

Uno spirito critico che oggi la beneficia nei sondaggi. “La crisi nella quale si trova l’opposizione – scrive Moleiro -, ancora più disorientata dopo la fine del governo ad interim ad ottobre, ha messo Machado in testa nei sondaggi per le primarie di ottobre. Un appuntamento chiave da dove uscirà il candidato che sfiderà Maduro nelle presidenziali del 2024”.

Mamma psicologa, padre imprenditore, la famiglia di Machado è fondatrice dell’azienda Elettricità di Caracas, una delle più grandi compagnie nel settore elettrico della capitale venezuelana nel XX secolo. Altre imprese della famiglia, come Sivensa e Sidetur, sono state espropriate dal chavismo.

Fondatrice del partito Vente Venezuela nel 2012, Machado è sempre stata uno dei politici più anticomunisti. Nel suo discorso pubblico sono protagonisti concetti come economia di mercato, garanzie sociali, privatizzazione e imprenditorialità. Machado ha sempre respinto qualsiasi tentativo di negoziazione con il regime chavista, ha difeso il diritto alla proprietà privata e ha denunciato duramente l’ingerenza di Iran, Cina, Russia e Cuba in Venezuela, legando questi Paesi alleati del chavismo ad una rete di narcoterrorismo internazionale.

Negli ultimi anni ha cambiato immagine, cambiando i tailleur monocolore e i tacchi con jeans e sneaker. Il suo entourage la definisce una persona dal carattere forte, molto rigida nelle sue posture e interpretazioni, poco disposta a cedere o negoziare. È la più grande di quattro sorelle, divorziata, mamma di tre figli che vivono all’estero.

Chi è Maria Corina Machado, la Meloni venezuelana che sfida Maduro

La fondatrice del partito Vente Venezuela è favorita alle primarie dell’opposizione. Ingegnera ed esperta di finanze, è il volto dell’estrema destra venezuelana che combatte il regime comunista e l’ingerenza di Russia, Cina e Iran nel Paese sudamericano

Lagarde azzanna, Giorgetti risponde. Ora la Bce può essere un problema

​Nel giorno in cui da Francoforte arriva la certezza che i rialzi dei tassi non si fermeranno anche dopo la nuova stretta di marzo​, il ministro dell’Economia alza la contraerea e avverte. L’Italia è e rimane prudente, i mercati lo dimostrano. Ma se Christine Lagarde non frenerà la sua foga, i conti italiani alla fine potrebbero rimetterci

La Global Italy del governo Meloni secondo Pelanda

“Ciò che va notato dopo i viaggi di Giorgia Meloni è che l’Italia possiede una struttura istituzionale e diplomatica con una capacità di penetrazione commerciale ed economica molto più forte di quello che si pensava”. La Via della Seta? “Il memorandum con la Cina non verrà rinnovato”. Il bilaterale Italia-Usa? “Dovrà concentrarsi su quello di cui gli Stati Uniti hanno più bisogno, ovvero una convergenza militare molto superiore a quella che c’è”. Conversazione con il professore di economia e geopolitica Carlo Pelanda

Batterie, due terzi della produzione europea a rischio senza interventi pubblici. Il report

L’analisi del think tank T&E dimostra come, senza un immediato intervento per supportare la nascente industria delle batterie a fronte dell’Inflation Reduction Act, la capacità produttiva pianificata e annunciata sul continente potrebbe essere seriamente compromessa nel medio-lungo periodo. Ma è solo la politica industriale americana la principale indiziata?

Via il Reddito di cittadinanza, ecco la Mia. Tutti i dettagli

Il governo di Giorgia Meloni, per il contrasto alla povertà, è pronto a varare la Mia, ovvero Misura di inclusione attiva, sorta di spin off della creatura cara al Movimento Cinque Stelle. Cosa cambia?

Tim, parte la corsa per la rete. Ma Cdp è in vantaggio

Il governo è ufficialmente entrato in campo per assicurarsi l’infrastruttura messa sul mercato dal gruppo telefonico per abbattere il debito. L’offerta italiana, sulla carta, è migliore e può contare su una valida spinta politica. Ma attenzione all’Antitrust, con la variabile Vivendi. Il titolo, intanto, allunga il passo in Borsa

Ecco perché l’Estonia si conferma il migliore alleato dell’Ucraina

Le previsioni che l’estrema destra avrebbe sottratto voti al partito di governo non si sono realizzate. Tallin è il più forte alleato di Kiev all’interno dell’Unione europea e la vittoria del partito di Kallas dà nuova forza alle istanze di adesione all’Ue dell’Ucraina e misure più dure nei confronti della Russia. Oltre a raccontare molto sui governi di centrodestra europei

Perché il politicamente corretto nuoce alla democrazia. La versione di Lenzi

Il giornalista e autore televisivo analizza i “mali” delle democrazie occidentali, chiarendo subito un concetto: “Meloni non è parte del problema, anzi si sta muovendo come una vera leader europea”. Per tentare di invertire la rotta “occorre abbandonare il politicamente corretto: solo così si può sperare che le persone tornino a votare”

Occidente e Cina, verso un nuovo ordine mondiale. Scrive Giovagnoli

Il conflitto in Ucraina ha fatto emergere lo spazio di una possibile convergenza tra Occidente e Cina per fermare questa guerra e prevenirne altre. Pubblichiamo un estratto del saggio “Il conflitto delle narrazioni” contenuto all’interno del volume “Cina, Europa, Stati Uniti. Dalla guerra fredda a un mondo multipolare”, a cura di Agostino Giovagnoli e Elisa Giunipero, (Guerini e associati)

Le Due Sessioni che rafforzeranno il potere di Xi

La doppia riunione parlamentare annuale questa volta ha un valore significativo perché confermerà il terzo, storico mandato presidenziale di Xi Jinping, e nominerà le cariche chiave che governeranno la Cina per i prossimi anni

×

Iscriviti alla newsletter