Skip to main content

È un momento chiave per la guerra, e l’Occidente deve essere pronto a sostenere Kiev nel lungo periodo. Ha aperto così il terzo appuntamento del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina il segretario della Difesa americano Lloyd Austin, l’iniziativa lanciata ad aprile scorso che riunisce alla base aerea militare americana di Ramstein in Germania i rappresentanti di circa cinquanta Paesi, tra capi dei dipartimenti della Difesa e personale militare di alto rango. “Il volto della guerra cambia e così cambia anche la missione di questo contact group”, ha sottolineato ancora Austin, che ha anche annunciato la decisione degli Stati Uniti di consegnare all’Ucraina nuovi aiuti militari per un importo di 675 milioni di dollari. “Oggi vediamo il chiaro successo dei nostri sforzi comuni sul campo di battaglia”, ha detto ancora Austin. Presenti all’incontro anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e i ministri della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, e tedesco, Christine Lambrecht.

Gli aiuti di Washington

Per il segretario Austin, la posta in gioco è chiara: “Non vogliamo vivere in un mondo dove le grandi potenze spostano i confini” e l’invasione russa è una “guerra di conquista illegale, imperiale e indifendibile”. Per questo, gli Stati Uniti hanno intenzione di aumentare il loro supporto a Kiev, con il nuovo pacchetto di aiuti che comprenderà, tra le altre cose, obici, veicoli Humvee, ambulanze corazzate, sistemi anticarro e munizioni aggiuntive per i sistemi missilistici a lancio multiplo Himars.

Due miliardi per l’Europa

Al pacchetto di 675 milioni di dollari presentato a Ramstein da Austin, si aggiungeranno anche nuovi importanti aiuti militari per un valore di oltre due miliardi di dollari per l’Ucraina e altri Paesi europei minacciati dalla Russia. Ad annunciarlo è stato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che si è recato a Kiev per una visita non programmata proprio mentre in Germania i ministri della Difesa discutevano del supporto per l’Ucraina. Gli Stati Uniti, fino ad oggi, hanno già impegnato almeno tredici miliardi di dollari in aiuti militari per l’Ucraina.

Il contrattacco ucraino

Secondo il numero uno del Pentagono, l’Ucraina sta ottenendo successi evidenti sul campo. “Se la Russia continua a bombardare crudelmente città e civili con missili e artiglieria, l’Ucraina ha cominciato la controffensiva al Sud, integrando le capacità per combattere e rivendicare i propri territori”. Successi dovuti anche agli aiuti militari, che hanno di fatto moltiplicato “di diciotto volte” l’arsenale militare ucraino, dotandolo di assetti strategici come missili di lungo raggio e sistemi di artiglieria. “Tutte queste capacità hanno consentito all’Ucraina di contrattaccare a fronte dell’aggressione russa”, ha aggiunto Austin. La conferma della nuova tranche di aiuti è stata accolta con entusiasmo dal ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, che in un tweet ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti, il segretario alla Difesa e il popolo americano “per il sostegno convinto degli Usa all’Ucraina”.

Il supporto europeo

Il capo del Pentagono ha anche voluto ringraziare i diversi partner europei che hanno fornito equipaggiamenti militari all’Ucraina, tra cui Slovacchia, Macedonia del Nord e altri “che hanno annunciato donazioni cruciali di carri armati e altri armamenti pesanti”. In particolare, il segretario Austin si è rivolto alla Polonia “che ha fatto da perno e ha fornito generose donazioni di materiale militare”, e alla Germania, ringraziando Lambrecht per i nuovi contributi promessi da Berlino. Domenica, il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, nel corso della sua visita a Berlino, era tornato a chiedere alla Germania di fornirgli i carri armati Leopard 2. Il governo tedesco, dal canto suo, ha già consegnato a Kiev diversi sistemi d’arma, tra cui gli obici semoventi PzH 2000 e i lanciarazzi multipli Mars-II, sebbene sia ancora restio a fornire i suoi carri armati. Lambrecht ha anche annunciato che la Germania, insieme ai Paesi Bassi, addestreranno alle operazioni di sminamento e disinnesco di trappole esplosive il personale delle Forze armate ucraine, impegnate a respingere l’invasione russa. In particolare, venti militari ucraini verranno addestrati in Germania alle attività di sminamento e disinnesco presso la Scuola per la difesa dagli ordigni esplosivi della Bundeswehr, a Stetten am Kalten Markt nel Baden-Wuerttemberg. Al riguardo, Lambrecht ha aggiunto che, con i Paesi Bassi, la Germania fornirà sia competenze e conoscenze sia materiali. Per quanto riguarda l’Italia, “nonostante la crisi di governo, il nostro Paese è riuscito a finalizzare il quarto decreto aiuti, venendo incontro alle necessità manifestate dalle Forze Armate ucraine”, ha detto il ministro Guerini, ribadendo come l’Italia sia, insieme agli alleati, a fianco dell’Ucraina. “Per arrivare a una pace giusta è necessario continuare a sostenere la resistenza ucraina”, ha concluso il ministro.

Foto: Dipartimento della Difesa Usa

Artiglieria e missili per Kiev. Così gli Usa sostengono l’Ucraina

Obici, veicoli, ambulanze corazzate, sistemi anticarro e munizioni aggiuntive per i sistemi missilistici a lancio multiplo Himars. Sono solo alcuni dei sistemi d’arma che Washington invierà all’Ucraina per sostenerla contro l’invasione di Mosca. Ad annunciarlo il capo del Pentagono, Lloyd Austin, nel corso del vertice del Gruppo di contatto a Ramstein

India e Giappone testano i jet. Un nuovo messaggio (duro) alla Cina

Tokyo e Nuova Delhi condurranno la prima esercitazione aerea congiunta in risposta all’assertività cinese nell’Indo-Pacifico. L’equilibrismo indiano tra Cina, Taiwan, Stati Uniti e Russia

Chi vince tra social, stampa e web fra i partiti

Di Andrea Franchini

La piattaforma social più usata (senza tenere conto del recente sbarco dei leader su TikTok) è Facebook (346 post totali) seguita a pari merito da Twitter (295) e Instagram (294). Stampa e web però premiano Giorgia Meloni, dedicandole oltre 13mila articoli, seguita da Salvini con oltre 9mila e da Letta con 7.490 articoli. L’analisi di Volocom

Gli affari poco correnti nella Pubblica amministrazione. L'opinione di Moffa

L’attuale esecutivo, come da prassi, dovrebbe occuparsi soltanto di ordinaria amministrazione. È quel che accade nelle normali democrazie. Da noi, invece, anche l’ordinario è suscettibile di interpretazione estensiva. L’intervento di Silvano Moffa

Operazioni sotto copertura. La lezione di Cossiga 15 anni fa

Nel 2007 il presidente emerito proponeva di assegnare all’Aise anche i compiti di “individuazione, contrasto e neutralizzazione delle minacce che, sul territorio estero, sono rivolte alla difesa esterna e alla sicurezza interna della Repubblica”. Nella stessa direzione vanno le modifiche proposte oggi e che sono bloccate in Senato

Inflazione e spesa pubblica produttiva. Le sfide del prossimo governo

Di Rosario Cerra e Francesco Crespi

Per il futuro del Paese, quindi, la vera questione è capire quanta parte della spesa sarà produttiva e se il governo avrà la capacità di tagliare con decisione ciò che non lo è. L’analisi di di Rosario Cerra, fondatore e presidente del Centro Economia Digitale, e Francesco Crespi, direttore ricerche del Centro Economia Digitale e Università Roma Tre

Spie russe, attacchi cyber e vax diplomacy. Così l'Albania si difende

Il presidente Mattarella è in visita nel Paese proprio mentre è alle prese con una serie di insidie. Russia, Cina, Iran hanno mire sui Balcani, stretti tra la voglia di Europa e le tensioni regionali

Lega e 5 Stelle, i numeri che non ti aspetti. Il sondaggio Luiss visto da De Sio

Secondo un sondaggio della Luiss la Lega di Salvini sarebbe sotto il 10% mentre il Movimento 5 Stelle quasi al 17%. “Tendenze registrate anche da altri istituti”, spiega a Formiche.net Lorenzo De Sio, direttore del Cise

Sugli extra-profitti non spariamo nel mucchio. Il price cap? Putin lo teme. Parla Testa

Intervista all’ex manager di Enel e Acea, oggi al vertice di Assoambiente. Più che colpire indiscriminatamente i margini extra, meglio agire sulle rendite accumulate da chi ha guadagnato producendo energia a costi minori e vendendola a prezzo di mercato, come nel caso delle rinnovabili. Il tetto al gas andava messo cinque mesi fa. Putin fa il gradasso? Ha poco da stare allegro

Valeria, la regista Vinik racconta cosa c’è oltre il no a un matrimonio combinato

La storia di “Valeria si sposa”, film sulle spose ucraine e i matrimoni combinati, è stato presentato alla 79° Mostra del cinema di Venezia. Chiara Buoncristiani ha intervistato per Formiche.net la regista Michal Vinik: “Tutte le relazioni sono affari, ma non molte sono eque”

×

Iscriviti alla newsletter