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Il palazzo rumoreggia. Lo scenario politico muta ed è sempre più viziato dalla percezione emotiva delle persone rispetto alle proposte che esecutivo e opposizione mettono in campo. L’obiettivo è tornare a vedere la luce in fondo al tunnel. Le dichiarazioni del capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci hanno inevitabilmente aperto una voragine politica. Nella replica all’intervento del premier, l’esponente “dem” più che in punta di fioretto, a lama piena di sciabola ha fatto presente che “spetta a lei (rivolto a Conte) valutare se i singoli ministri sono adeguati alle emergenze che stiamo vivendo e sempre a lei chiedo la verifica, visto quello che si legge, della tenuta della maggioranza”.

A tamponare la potenziale deflagrante emorragia è arrivato in (pronto) soccorso del governo il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Il sostegno del Partito democratico a questo governo e ai suoi ministri è pieno e totale – ha detto – . Non in discussione. Posizione ribadita, tra l’altro, all’unanimità fa dalla direzione nazionale sul voto della mia relazione”.

Non si discute: Conte è blindato. Ma cosa succederebbe se gli italiani fossero chiamati alle urne? Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research e sondaggista di lungo corso. La chiave di lettura per la corretta interpretazione delle ultime proiezioni di voto parte da un presupposto: “In questo momento storico così complicato, la valutazione abbastanza generalizzata è che la politica non sia stata in grado di soddisfare le attese degli italiani”. Quindi, dice Ghisleri, “non è importante tanto il voto, quanto più che la politica dia risposte”. La domanda che tutti si pongono è quindi se effettivamente “possa essere fattibile o meno la convivenza con il virus”. Si tratta quindi di “una percezione emotiva”, anche nei confronti dell’operato del governo.

“Le persone – argomenta la sondaggista – si chiedono se l’esecutivo, a partire proprio dal presidente Giuseppe Conte, sia in grado di traghettare il Paese fuori dalla crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo”. In linea di massima c’è sconforto, ma Conte, seppur in calo, sembra reggere in termini di fiducia nel popolo italiano. “Il presidente del Consiglio – analizza Ghisleri – ha perso dieci punti percentuali in fatto di credito tra gli italiani, passando dal 50 al 40%. Che comunque rimane una buona percentuale. Il dato di fatto però è che, giorno dopo giorno, aumentando l’incertezza, questa percentuale possa via via sfumare: le persone sono in fibrillazione”.

L’opinione di Ghisleri è che comunque, in questa fase in particolare, “le proiezioni di voto siano essenzialmente un termometro per cogliere lo stato emotivo delle persone”. Animi esacerbati. Incertezza. Rabbia, inevitabile. “La pandemia della prima ondata – prosegue nel ragionamento l’analista – rappresentava una sorpresa, seppur negativa. Adesso sappiamo cosa abbiamo passato. Gli animi ora sono molto più agitati, fermo restando che peraltro all’epoca si andava verso primavera e sole. Ora si va verso le tenebre e la lunga notte invernale con le difficoltà che ne conseguono”. In definitiva dunque “il voto conta, ma è da intendersi come delle un’indicazione su come la politica risponde alle esigenze del momento. I partiti quindi non si devono interrogare sui cali o sulle crescite in termini percentuali ma sulle proposte da fare per sistematizzare un metodo e una pianificazione di un percorso di uscita da questo impasse”.

Per dovere di cronaca, riportiamo i numeri delle proiezioni dai quali emerge un dato su tutti: il partito di Giorgia Meloni ha superato in termini di gradimento il Movimento 5 Stelle. Attualmente schieramento di maggioranza relativa in Parlamento. Infatti, i grillini, perdendo quasi mezzo punto percentuale, scendono a quota 15,1%, mentre Fratelli d’Italia (che guadagna uno 0,9%) arriva a 15,6 punti percentuali. Nella compagine del centrodestra la Lega registra un calo dello 0,7% arrivando a quota 24 punti. Stesse perdite anche per Forza Italia che si ferma al 5,5%. Il Partito Democratico perde mezzo punto percentuale (attestandosi sotto il 20%) e invece supera il 4% il partito di Matteo Renzi, Italia Viva. Tra le altre forze politiche, non si registrano grandi variazioni.

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