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Il governo incassa l’approvazione, con una maggioranza inaspettata, sul decreto Pop Bari e annuncia un nuovo provvedimento sulle banche. In particolare quelle di Credito cooperativo. L’aula di Montecitorio ha dato il via libera al provvedimento d’urgenza “per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno” (la Popolare di Bari, istituto da salvare dopo il commissariamento non è mai citata) con 412 sì, nessun contrario e 28 astenuti.

Questi ultimi sono i deputati di Fratelli d’Italia che avevano annunciato da tempo l’astensione. A sorpresa la Lega, che aveva presentato pregiudiziali di costituzionalità, ha votato a favore. Annunciato e rivendicato il sì dei deputati di Forza Italia.

Altra novità, il sottosegretario dell’Economia Alessio Villarosa parlando all’aula della Camera dei deputati ha messo l’accento su un emendamento (non approvato) sulle Banche di credito cooperativo di Trento e Bolzano. “C’è l’impegno in un prossimo provvedimento che arriverà a breve, perché abbiamo intenzione di intervenire sul sistema bancario”.

Il decreto per il credito del Mezzogiorno, ha spiegato il sottosegretario M5S, “non è un provvedimento omnibus”. Il prossimo intervento sul settore del credito consentirà invece di affrontare i temi aperti, compreso quello delle Bcc e di fare audizioni sul tema.

Nonostante la maggioranza (quasi inedita in questa legislatura) rimangono alcuni temi aperti. Mauro D’Attis deputato di Forza Italia fa capire che avrebbe preferito un provvedimento che affrontasse esplicitamente il caso della Pop Bari, ma ha confermato il sì al decreto “perché, anche se non scritto, risulta, che la ricapitalizzazione fino a 900 milioni di euro della Banca del Mezzogiorno avrà lo scopo, prima ancora della costituzione di un’autonoma banca pubblica di investimento, di consentire alla stessa Banca del Mezzogiorno l’intervento diretto nel rilancio della Banca Popolare di Bari”.

Altro tema, l’eventuale rimborso ai risparmiatori. “Inopportuno adesso inserire il tema della tutela del risparmiatore che rischia di dare un segnale sbagliato” cioè “che la banca sta fallendo quindi ci preoccupiamo di coprirvi”, ha spiegato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

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