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Si è svolto nei giorni scorsi presso le sale del Palazzo della Meridiana a Genova il terzo appuntamento del Forum permanente sull’imprenditoria illuminata dalla fede, promosso dal Comitato Tecnico Scientifico dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) sul tema Nuove forme partecipative e nuovi modelli di relazioni industriali alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. Dopo i primi due appuntamenti svoltisi a Roma, i quali hanno visto come ospiti personalità del calibro di Antonio Fazio, Governatore emerito della Banca d’Italia, Giulio Sapelli, economista, S.E. Edoardo Menichelli, Arcivescovo emerito di Ancona-Osimo, l’ex viceministro Massimo Garavaglia, Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, S.E. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano e del Gen. Giuseppe Arbore della Guardia di Finanza, il Cts dell’Unione degli imprenditori e dei dirigenti cattolici ha chiamato a raccolta i rappresentanti nazionali dei sindacati dei lavoratori e la Confindustria in un momento in cui il caso Arcelor Mittal scuote il Paese.

Convocati a Genova dal presidente nazionale del Cts dell’Ucid, Riccardo Pedrizzi, Davide Viziano, Presidente dell’Ucid Gruppo Ligure, i rappresentanti di Cisl, Uil, Cgil, Ugl e Confindustria hanno messo al centro dei loro interventi il ruolo della partecipazione dei lavoratori nelle imprese quale antidoto alla crisi dell’industria nazionale, mostrando una comune sensibilità al tema della centralità del lavoro ed una costante sintonia di fondo. Accompagnato dai saluti del sindaco di Genova, Marco Bucci e del presidente della Regione, Giovanni Toti, il Presidente Ucid della Liguria, Davide Viziano, ha aperto i lavori proponendo una “santa alleanza tra capitale e lavoro”, a cui ha fatto eco Pedrizzi per il quale “la crisi del capitalismo finanziario si potrà superare, incentivando e promuovendo nuove forme partecipative e la diffusione dell’azionario tra i dipendenti delle singole aziende”. Secondo il presidente nazionale del Cts di Ucid “si ripropone, quindi l’antica, e mai affrontata, questione dell’interpretazione e dell’applicazione degli articoli 46 e 47 della nostra Carta costituzionale”.

Pedrizzi, esprimendo la vicinanza dell’Ucid ai lavoratori dell’ex Ilva, ha inoltre messo in guardia dalla “filosofia della dis-intermediazione, alla quale bisogna rispondere con la rivitalizzazione dei corpi sociali intermedi: quelli naturali, quali la famiglia, e quelli volontari, quali le associazioni, i sindacati, le cooperative, le banche di prossimità”. Giulio Romani, segretario confederale Cisl, ha sottolineato “come molte delle crisi degli ultimi anni sarebbero potute essere scongiurate con strumenti di partecipazione, nel quadro generale di un potenziamento della democrazia economica”.

Secondo Vincenzo Colla, vicesegretario nazionale della Cgil “il pericolo maggiore oggi è quello di una amplificazione della conflittualità che minaccia il nostro paese, alla quale bisogna rispondere con un’idea nuova” e “occorre una cultura di mediazione tra tecnoscienza e umanesimo perché l’uomo non è un problema tecnico”. Secondo il vicesegretario della Cgil inoltre “il modello renano conserva il proprio valore”. Paolo Capone, Segretario nazionale dell’UGL ha invece sottolineato come l’applicazione del modello partecipativo comporti per la rappresentanza una “cessione di sovranità, per cui come ha evidenziato Pietro Ichino in passato sono stati proprio i principali sindacati e le associazioni datoriali ad opporvisi”. Per Capone “la lotta di classe in Italia è finita” e la soluzione è nel “contratto di comunità, a cui partecipino anche gli enti locali”.

Giovanni Brugnoli, vicepresidente Confindustria per il capitale umano, ha evidenziato che il vero nodo è “essere partecipativi anziché chiedere la partecipazione, poiché essere partecipativi presuppone un percorso più impegnativo di costruzione di una cultura che metta prima i bisogni dei soggetti alle ragioni di chi li rappresenta”.
A conclusione dei lavori l’intervento del cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo metropolita di Genova, per il quale “dal concetto di lotta di classe, non più attuale, occorre passare a quello di gara di responsabilità, che veda tutti i soggetti partecipi nella costruzione di nuove relazioni e nell’edificazione del bene comune”. Bagnasco, che si è complimentato per l’iniziativa dalla quale è emerso molto chiaramente l’ispirazione alla Dottrina sociale della Chiesa, ha richiamato il “ruolo centrale della famiglia quale primo luogo di relazioni e legami, perché una società di individui privi di relazioni e quindi di identità è una società preda del potere”.

Una santa alleanza fra capitale e lavoro. L'appello dell'Ucid

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