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Allons enfants de la Patrie! Cari cugini francesi, nulla è perduto. L’incendio di Notre Dame è un colpo al cuore dell’Europa ma, promette ai microfoni di Formiche.net Vittorio Sgarbi, “la cattedrale risorgerà”. Su quei restauri da cui è partito l’incendio il critico d’arte ha più di un dubbio, “non c’erano i fondi”. Ma il bilancio finale non è drammatico: “Il grosso è in salvo”.

Vittorio Sgarbi, Notre Dame risorgerà?

Certamente sì. Lo ha detto Macron ieri facendo un ottimo intervento, da vero presidente. Nella tristezza dell’occasione c’è una notizia positiva. L’area perimetrale della chiesa è salva e dunque la ricostruzione è possibile. D’altronde Notre Dame è l’esempio perfetto di un edificio ricostruito.

Cioè?

Fu devastata durante la Rivoluzione francese e rimessa in piedi nella seconda metà del 1800 da Eugène Viollet-le-Duc, un famoso architetto specializzato nella ricostruzione di monumenti. La cattedrale che abbiamo imparato ad apprezzare in questi decenni è in buona parte ricostruita. Non siamo quindi di fronte alla distruzione di un monumento nella sua interezza storica come accadde a suo tempo alla cattedrale di Modena o Parma. Si può ricostruire esattamente come noi abbiamo ricostruito Gemona e Venzone o la cattedrale di Noto, o i teatri della Fenice a Venezia e del Petruzzelli a Bari dopo l’incendio.

Anche la guglia si può rimettere in piedi?

Certo, non dimentichiamo che nel 1860 quella guglia non esisteva. Con le tecnologie di oggi la rifaranno identica. La guglia rientrava in un’area della cattedrale particolarmente indebolita. Le impalcature da cui è nato il cortocircuito servivano a restaurarla, anche se su quei lavori ho più di qualche perplessità.

Perché?

Hanno speso dieci milioni di euro per un restauro che ne chiedeva 150, pur sapendo che il resto dei soldi non ci sarebbe stato. Ora i soldi sono l’ultimo dei problemi, con tutte le donazioni che si faranno avanti si troveranno.

Tempistiche?

Considerato quanto abbiamo fatto a Noto, credo che in meno di dieci anni vedremo Notre Dame rinata. Il disegno può essere ripreso tale e quale l’originale. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. La facciata principale con le sculture di epoca medievale, cioè la parte più pregiata, è rimasta intatta. Le vetrate erano degli anni ’30 e ’50, sono state completate nel 1967, non sono una grave perdita. L’unica opera di valore che potrebbe essere andata persa è una splendida pala d’altare di Guido Reni.

Insomma, il suo bilancio finale non mi sembra drammatico…

Semplicemente rifuggo letture sensazionalistiche e idiote alla Meluzzi. Non c’è stato un solo morto e stando alle ultime notizie non si tratta di un atto terroristico. E, ripeto, non ci sono opere che hanno fatto la storia dell’arte andate perdute. Chi ha da sempre visitato Notre Dame sarà rimasto colpito dalla suggestività degli interni, dall’atmosfera cupa e dall’odore di incenso, ma ha pur sempre rivisitato una ricostruzione, non la Pietà del Michelangelo.

Grazie alla tecnologia la guglia di Notre Dame tornerà identica. Parola di Sgarbi

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