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Settant’anni fa le culture politiche dei partiti antifascisti, ispirate ai principi della liberaldemocrazia, del personalismo e solidarismo cattolico e dell’umanesimo socialcomunista, diedero vita alla Costituzione, che rappresentò sia nella parte dei principi che in quella dello Stato-organizzazione, un compromesso alto, nobile e moderno e, insieme, un patto con i cittadini.

A distanza di 14 lustri il declino dei partiti politici e l’affievolimento delle culture da cui traevano ispirazione, hanno concorso, soprattutto nell’arco delle ultime legislature, a disegnare da un lato una scena pubblica post ideologica, mentre dall’altro hanno enfatizzato il valore centrale della Costituzione, intesa come unico momento di rispecchiamento per tutti gli attori politici. Si può dire, infatti, che un’etica costituzionale abbia retto il patto tra soggetti politici post-ideologici, sostituendone le ispirazioni culturali originarie ormai estinte. Tuttavia quel patto, che faceva discendere gli atti normativi da valori etici ispirati dai principi della solidarietà, dell’anteriorità della persona umana, dal valore della rappresentanza democratica, dalla sfera dei diritti di libertà, affidando alla mediazione della politica il ruolo di costruttrice, oggi appare messo in discussione. E con esso viene messa in discussione l’etica costituzionale che lo ispirava.

Infatti è causa di fondate preoccupazioni l’affermarsi in politica di modelli populistici, negatori del valore riconosciuto dalla Costituzione ai corpi intermedi, alla democrazia rappresentativa, alla tutela della dignità umana, negatori del patto fiduciario tra Stato e cittadinanza, modelli volti ad affermare una sorta di democrazia plebiscitaria, che colloca il potere decisionale fuori dagli ambiti costituzionali, modelli che promuovono leadership selezionate senza rispettare le procedure di democrazia, che non esitano ad imboccare la via pericolosa del conflitto istituzionale e che si pongono a sostegno di una bandiera anti europeista.

Occorre, allora, che i cittadini che credono nel dovere di tutela della Costituzione, i soggetti politici, i corpi intermedi come le associazioni, i sindacati dei lavoratori, le donne e gli uomini del volontariato, i professionisti, gli intellettuali, tutti coloro che si riconoscono nell’Etica Costituzionale, siano chiamati ad assumere l’impegno di sostenerne i valori. A cominciare dal ripristino di una civiltà del lessico politico, violento e impoverito dallo schema del semplicismo che si addice alla narrazione in Rete, affinché con la scelta accurata delle parole e con l’uso del ragionamento si diffonda il valore dell’identità collettiva dei cittadini italiani, fondata sulla Costituzione.

Un nuovo patto tra cittadini, dunque, per affermare valori e programmi coerenti con la regola condivisa che è alla base della democrazia repubblicana.

Appello per un nuovo patto costituzionale

Settant’anni fa le culture politiche dei partiti antifascisti, ispirate ai principi della liberaldemocrazia, del personalismo e solidarismo cattolico e dell’umanesimo socialcomunista, diedero vita alla Costituzione, che rappresentò sia nella parte dei principi che in quella dello Stato-organizzazione, un compromesso alto, nobile e moderno e, insieme, un patto con i cittadini. A distanza di 14 lustri il declino dei partiti politici…

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