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Prende il via oggi a Bruxelles il Summit dell’Alleanza Atlantica. Alle 13:00, il segretario generale Jens Stoltenberg avvierà i lavori con una conferenza stampa introduttiva, in attesa delle sessioni vere e proprie che riuniranno i 29 capi di Stato e di governo domani e dopodomani. Nel primo pomeriggio di mercoledì sono attesi i doorsteps dei leader, mentre una seconda conferenza stampa di Stoltenberg chiuderà i lavori della prima giornata alle 17:15. Poi, in serata, tre cene di lavoro per altrettante formazioni: capi di Stato e di governo, ministri della Difesa, ministri degli Esteri. Giovedì i leader verranno raggiunti dai vertici di Georgia e Ucraina, mentre una specifica sessione verrà dedicata alla missione Resolute Support in Afghanistan e vedrà il coinvolgimento dei partner attuali e potenziali. I lavori dovrebbero chiudersi prima dell’ora di pranzo di dopodomani.

Per prepararsi al meglio a un Summit che si preannuncia caldo (soprattutto per sul tema del burden sharing legato all’imprevedibilità del “fattore Trump”), ecco tutto gli approfondimenti di Formiche.net e Airpress:

In un’intervista esclusiva a Formiche, il generale John Allen presidente del Brookings (maggiore think tank Usa), ex comandante dell’esercito Usa in Afghanistan e inviato speciale della Coalizione globale contro l’Isis commenta il futuro dell’Alleanza Atlantica, il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali, il bilaterale Trump-Putin di Helsinki.

L’analisi di Fabrizio W. Luciolli, presidente del Comitato atlantico italiano e dell’Atlantic treaty association, è un vademecum per il nuovo governo giallo-verde su perché e come mantenere la rotta atlantica, in vista del Summit Nato ma anche del faccia a faccia tra il premier Conte e Donald Trump alla fine di luglio.

L’ambasciatore Luca Giansanti, già direttore generale degli Affari Politici della Farnesina, spiega in un’intervista le posizioni assunte dal nuovo governo sui tanti dossier trans-atlantici. Per l’Alleanza, il summit di Bruxelles è un test della fiducia europea sul multi-lateralismo.

In un’intervista in due parti (qui la prima e qui la seconda), l’ambasciatore Douglas Lute, rappresentante permanente degli Stati Uniti alla Nato dal 2013 al 2017 e già consigliere di ben due presidenti americani per le questioni relative alla sicurezza nazionale, spiega tutti i dossier del Summit, compreso il più difficile di tutti: “la prova dell’unità politica”.

Una serie di “ansiose anticipazioni” dell’autorevole German Marshall Fund of the United States (GMF) illustrano le maggiori preoccupazioni per un vertice che si preannuncia complicato non tanto per i dettagli tecnici e operativi, quanto per la prova dell’unità politica.

Marta Dassù, senior director per gli Affari europei dell’Aspen Institute e direttore di Aspenia, illustra come ricostruire la fiducia tra le due sponde dell’Atlantico in vista di un vertice su cui incombe, imprevedibile, “il fattore Trump”.

Il direttore della Nato Defense College Foundation, Alessandro Politi, ha fatto il punto su tre dossier caldi in vista del vertice: collocamento dell’Italia, questione turca e quota del 2%. Per il governo di Giuseppe Conte, ci sono le possibilità per fare “un buon lavoro”.

Qui, due approfondimenti sul tema più spinoso: il burden sharing. Prima, un punto sui numeri, sulle divergenze tra Washington e Parigi e sulle insofferenze di Trump. Poi, una rassegna di Emanuele Rossi sugli ultimi tweet piccati del presidente americano nei confronti degli alleati europei.

Un’interessante intervista di Francesco Bechis e Stefano Cabras a Walter Russel Mead, storico, politologo, critico letterario, editorialista di Foreign Affairs, del Wall Street Journal e del New Yorker, nonché professore al prestigioso Bard College e distinguished fellow dell’Hudson Institute. Il consiglio: “Volete capire Trump? Guardate Game of Thrones”.

Il generale Mirco Zuliani, già vice comandante del Comando alleato per la trasformazione (Nato Act), ha invece analizzato la strategia di counter-terrorism dell’Alleanza. Il vertice “sarà una nuova occasione per riaffermare il massimo impegno dei Paesi membri a combattere tutti insieme la minaccia terroristica”.

Il racconto dell’evento “Nato versus the new global threats”, organizzato alla Camera dalla Nato Defense College Foundation con il Balkan Trust for Democracy e la delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della Nato. Nelle parole di Andrea Manciulli, Antonio Missiroli, Giampaolo Di PaolaMichał Baranowski la sfida della solidarietà al vertice di Bruxelles.

Una rassegna su come i maggiori membri dell’Alleanza (dagli Stati Uniti alla Germania, passando per Canada, Regno Unito, Germania e Paesi dell’Est Europa) si preparano al Summit, tra posizioni divergenti e interessi in comune.

Il racconto del vertice a Roma tra il segretario generale Jens Stoltenberg e il premier Giuseppe Conte, che ha sancito il definito superamento dell’ipotesi di scivolamento ad est del nuovo esecutivo italiano. Inoltre, un articolo sugli esiti della ministeriale Difesa che ha preceduto il bilaterale romano, con il battesimo del fuoco del ministro Elisabetta Trenta.

Il punto sull’accordo tra Atene e Skopje che avvicina la Macedonia (del Nord) all’Alleanza Atlantica, con l’intervista a Stevo Pendarovski, coordinatore nazionale per la membership nella Nato, professore e politico macedone.

L’analisi di Michele Pierri sul rischio di un nuovo terremoto tra Russia e Regno Unito dopo i nuovi casi di avvelenamento da Novichok, e sugli effetti che potrebbe avere al vertice di Bruxelles.

Nato stoltenberg

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Occhio Luigi, la foto è d’eccezione ma gli effetti speciali in politica sono fatui

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