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A pochi giorni di distanza dallo svolgimento del primo round di colloqui bilaterali con la Russia, Washington si è mossa anche nei confronti dell’Ucraina. Mercoledì 19 febbraio è infatti arrivato alla stazione ferroviaria Kyiv l’inviato speciale statunitense per la Russia e l’Ucraina Keith Kellog, generale in pensione e consigliere di lunga data dell’attuale presidente Donald Trump per quanto concerne le questioni di sicurezza nazionale e internazionale, il quale ha affermato ai giornalisti che lo attendevano fuori dal treno di avere la missione di “sedersi e ascoltare” le preoccupazioni dell’Ucraina, comprendendo il “bisogno di garanzie di sicurezza” dell’Ucraina in qualsiasi accordo postbellico.

Mostrando dunque un approccio molto più favorevole a Kyiv rispetto alla tendenza generale dell’attuale amministrazione. Kellog ha infatti adottato una posizione molto meno conciliante nei confronti di Mosca rispetto a quella di Trump e di alcuni degli altri suoi consiglieri, proponendo che Washington possa aumentare le sanzioni per spingere la Russia verso un accordo di pace, e valutando positivamente la decisione presa dall’amministrazione Biden che ha permesso all’Ucraina di colpire l’interno della Russia con missili a lungo raggio.

Durante la sua visita Kellog si è incontrato con una serie di alti funzionari ucraini, tra cui il generale Oleksandr Syrsky, capo dell’esercito ucraino, il generale Kyrylo Budanov, capo dell’agenzia di intelligence militare ucraina, e Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Oltre che, ovviamente, con Zelensky stesso, in un incontro bilaterale per discutere i percorsi per porre fine alla guerra che avrebbero salvaguardato gli interessi dell’Ucraina. C’era anche la speranza che potesse contribuire a disinnescare le tensioni tra Usa e Ucraina dopo che Trump aveva etichettato Zelensky come “dittatore”, e il presidente ucraino lo aveva accusato di fare eco alla propaganda russa.

Non è chiaro quale sia stato l’esito dell’incontro. La conferenza stampa prevista immediatamente dopo il termine del bilaterale è stata cancellata su apparente richiesta statunitense. “È un brutto segnale”, ha dichiarato in un’intervista telefonica al New York Times Solomiia Bobrovska, membro del comitato per la difesa e l’intelligence del Parlamento, riferendosi alla conferenza stampa annullata. Tuttavia, Kellogg e il leader ucraino sono apparsi insieme per delle foto, e lo stesso Zelensky ha affermato poco dopo che “L’incontro ha riportato speranza”, sottolineando che l’Ucraina “ha bisogno di accordi forti con l’America, accordi che funzionano veramente”, e che “relazioni forti tra Ucraina e Stati Uniti vanno a beneficio del mondo intero”.

È altamente probabile che nelle discussioni sia stato centrale il tema sull’accesso degli Usa alle risorse naturali ucraine nella doppia logica di compensazione per gli aiuti passati e di futura garanzia di sicurezza. La scorsa settimana il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha presentato una bozza dell’accordo a Zelensky, che ha però respinto la proposta proprio perchè non legava l’accesso alle risorse a garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Trump ha espresso la sua frustrazione per il rifiuto di Zelensky di firmare l’accordo, dicendo che Bessent era stato “trattato in modo piuttosto sgarbato”. Il Tycoon ha anche insistito sul fatto che avrebbe risuscitato l’accordo con il leader ucraino, “o le cose non lo renderanno molto felice”.

Un funzionario ucraino a conoscenza dei colloqui ha dichiarato giovedì che Zelensky ha detto a Kellogg di voler accelerare il lavoro su un potenziale accordo e ha suggerito di creare un gruppo di lavoro bilaterale a più livelli per affrontare gli aspetti di sicurezza, economici e legali di un accordo.

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