Skip to main content

La visita italiana del capo della forze armate greche, generale Kostantinos Floros, ricevuto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone porta in dote una serie di riflessioni tecniche tarate sul Mediterraneo, che potrebbero avere anche un altro filo comune: gli F-35. A breve si terrà la riunione finale al ministero della Difesa greco dove si deciderà se Atene proporrà a Lockheed Martin di calcolare nella sua risposta l’inclusione di programmi di sicurezza, approvvigionamento e informazioni (SSI – Security, Supply, Information) e infrastrutture con la partecipazione dell’industria della difesa greca. È questa l’anticamera per ricevere gli F-35 entro il 2028. E l’Italia (con Cameri) rientrerebbe nel cerchio che si dovesse chiudere tra Washington e Atene.

F-35

Al centro dell’incontro ci sono state una serie di riflessioni sia sull’interesse congiunto della sicurezza in quegli spazi geostrategici condivisi, sia le rispettive posizioni sui dossier militari maggiormente significativi in proiezione Ue e Nato. La visita è proseguita presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) ove, accolto dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, e presso il quartier generale dell’ Eunavfor Med – Irini, operazione a guida Europea alla quale partecipano 23 Stati Membri dell’Ue e nell’ambito della quale la Grecia svolge un ruolo particolarmente attivo.

Sulla quasi certezza relativamente all’arrivo di venti F-35 in Grecia il governo ellenico pare non nutrire più dubbi, come osservato dal ministro della Difesa, Nikos Panagiotopoulos, secondo cui almeno una flotta di F-35 opererà nell’area balcanica ma il Paese che li acquisirà non sarà la Turchia. Il ministro, pochi giorni fa, ha dichiarato che il primo caccia del primo lotto di F-35 per la Grecia arriverà nel 2028. Lo scorso 8 febbraio il presidente della commissione per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti, Bob Menendez, aveva approvato la vendita degli aerei alla Grecia, aprendo le porte al conseguente iter burocratico, compresa la ratifica del trattato di difesa.

La Grecia ha già acquistato dalla Francia 18 caccia Rafale per sostituire progressivamente i vecchi Mirage, al contempo sta terminando l’aggiornamento in modalità Viper dei suoi F-16.

Anfibi

Nel frattempo dal Dipartimento di Stato arriva il via libera alla possibile vendita alla Grecia di veicoli d’assalto anfibi (Aav), attraverso il programma Foreign Military Sales (Fms): è un contratto del valore di 268 milioni di dollari. Il Dipartimento di Stato ha definito la Grecia un alleato critico della Nato che svolge un ruolo importante per la stabilità politica e il progresso economico in Europa. Nello specifico si tratta di sessantatré veicoli anfibi d’assalto per il personale (AAVP-7A1), nove veicoli anfibi per il comando d’assalto (AAVC-7A1), quattro veicoli anfibi per il recupero d’assalto (AAVR-7A1) e sessantatré mitragliatrici. Sono inclusi anche i lanciagranate MK-19, i sistemi di osservazione termica M36E T1 (Tss), il supporto per la fornitura (ricambi), le attrezzature di supporto (inclusi kit speciali/strumenti/kit migliorati (Eaak), manuali tecnici, dati tecnici, (Cets), strumenti integrati Accounting Support Management Services (Ils), Riparazione di componenti obsoleti, Servizi di calibrazione, Follow Up Support (Fos).

La nuova fornitura americana permetterà alla Grecia di far fronte alle nuove minacce attuali e future, fornendo un’effettiva capacità di proteggere gli interessi e le infrastrutture marittime a sostegno della sua posizione strategica sul fianco meridionale della Nato.

Triplice

A suggellare questa nuova veste ellenica si registra anche il rafforzamento della partnership militare tra Grecia, Israele e Cipro che puntano a rafforzare la cooperazione e i legami tra le loro forze armate, poiché è convinzione dei tre Paesi che le nuove sfide si affronteranno solo con un’azione multilaterale tra Paesi che condividono il diritto internazionale. In particolare Tel Aviv e Nicosia hanno siglato un programma bilaterale di cooperazione per la difesa tra la guardia nazionale e le forze armate israeliane (Idf) a Tel Aviv, nonché un corrispondente programma tripartito con le forze di difesa greche per il 2023. I tre Paesi si definiscono come fattori di stabilità e sicurezza nel Mediterraneo orientale e oltre.

Il riferimento è principalmente al tema della sicurezza energetica, delle infrastrutture esistenti (Tap), di quelle future (EastMed) e dei giacimenti nel Mediterraneo orientale in cui operano primari players mondiali, come Exxon ed Eni.

Dopo i Rafale, gli F-35. La decisione greca e quel viaggio in Italia

L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone riceve l’omologo greco Kostantinos Floros, un’occasione per armonizzare le strategie tarate sul Mediterraneo (centrale e orientale), ma anche per riflettere sulle potenzialità delle politiche Nato

Obbligazioni contro azioni. I mercati reagiscono male a Ubs/Credit Suisse

Il salvataggio della seconda banca svizzera, per mano del principale istituto elvetico ma con una solida regia di Stato, getta nel panico i titolari di bond che temono una disparità di trattamento rispetto agli azionisti. E così il titolo del Credit Suisse arriva a perdere il 60% del capitale in poche ore

La guerra in Iraq venti anni dopo. Un anniversario da non sprecare

Ricordarci dell’invasione che cominciava vent’anni fa dovrebbe aiutarci a toglierci i paraocchi: le vie di ogni paradiso terreno, bellicismo salvifico o pacifismo astratto, sono foriere di guai peggiori. Una polarizzazione ne genera tante altre, anche in campi inafferenti, la polarizzazione è un morbo, forse la nuova pandemia. La riflessione di Riccardo Cristiano

Come mai Trump parla di un suo arresto

Una mossa elettorale (per indebolire il rivale DeSantis) o una vera anticipazione del processo? L’ex presidente americano sostiene che sarà arrestato domani e invita i suoi sostenitori a protestare. I tempi veri e tutte le inchieste aperte…

Oltre i convenevoli. Come la finanza unisce Russia e Cina

​Nei giorni della visita di Xi Jinping a Mosca, al di là delle strette di mano, sono tanti i punti di saldatura dei due Paesi. Partendo dalle valute digitali fino ad arrivare a un sistema di pagamenti comune. Ma questa alleanza può diventare una trappola fatta di dipendenza totale

Gaia X

La blockchain spiegata. La nuova puntata di Fabrica Floridi

Di Karin Piffer

Nuovo appuntamento per il web show condotto dal filosofo Luciano Floridi. Tema di questo episodio la blockchain, spiegata in modo chiaro ed efficace. Che cos’è? Come funziona e in quali campi viene applicata?

Ciò che Conte non sa sullo scudo antiaereo dato a Kyiv

A pochi giorni dal Consiglio europeo il leader M5S attacca il governo dopo le rivelazioni del giornale di Travaglio sull’addestramento degli ucraini all’uso del Samp/T, un sistema missilistico che protegge le città e i civili

Xi-Putin, aumentano i limiti dell’amicizia “senza limiti”. L’editoriale di Lucas

Di Edward Lucas

Il leader cinese è in visita a Mosca per tre giorni. Russia e Cina sono sempre più vicine ma le distanze sulla guerra in Ucraina stanno emergendo con chiarezza. Scrive Edward Lucas, non-resident senior fellow al Center for European Policy Analysis

Cinque mosse per sconfiggere la Russia di Putin. Scrive Poroshenko

Di Petro Poroshenko
Bloccare le petroliere fantasma del regime, intervenire sul Canale di Suez e sull’oleodotto Druzhba. Ecco come dissanguare economicamente Mosca per fermare la guerra. L’intervento dell’ex presidente ucraino Petro Poroshenko in esclusiva per Formiche

Lo scontro su Tim e i nuovi conflitti a livello internazionale secondo Polillo

Si è cominciato a prendere atto della necessità di difendere e proteggere un primato tecnologico, anche a costo di violare le vecchie regole del Wto. Peccato solo che, in questa nuova battaglia, l’Italia risulti completamente disarmata. L’opinione di Gianfranco Polillo

×

Iscriviti alla newsletter