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Il migliore alleato di Giuseppe Conte è Matteo Salvini, dice a Formiche.net Fabrizio Cicchitto, già presidente della Commissione Affari Esteri della Camera e presidente di Riformismo e Libertà, ma Luca Zaia resti governatore del Veneto.

L’ex esponente di Forza Italia e Ncd punta il dito sulla postura salviniana, “irresponsabile e suicida” sia per quanto concerne la gestione del Coronavirus in Lombardia (“Fontana è uno yes man”) che per i no europei, non solo al Mes ma anche agli eurobond. E osserva: “Se Salvini avesse seguito Berlusconi, adesso ci sarebbe Draghi a Palazzo Chigi”.

Il modello Zaia è una faccia diversa rispetto alla lega salviniana?

Intanto la gestione attuata da Zaia è diversa rispetto a quella catastrofica della Lega in Lombardia. E mi fermerei qui per quanto riguarda la sua immagine autonoma. Non a caso è molto concentrato sul Veneto e ha anche respinto pubblicamente le voci di una sua candidatura a premier. Ha dimostrato straordinarie capacità di gestire il virus e lo ha fatto, vedi l’uso dei tamponi, in modo totalmente diverso da Fontana.

Non crede alla tesi di una Lombardia maggiormente esposta?

No, rispetto alla vulgata che il Veneto ha avuto un semplice uragano. La Regione Lombardia è stata investita da uno tsunami semplicemente perché non si è accorta fino al 21 febbraio che da gennaio continuavano ad arrivare contagiati, anche per le grandi responsabilità che esistono da parte della Cina. Non dimentichiamo che Pechino ha taciuto sulla pandemia per tutto il mese di dicembre, annunciando la cosa solo il 20 gennaio. Anche in presenza della dichiarazione di emergenza del governo di fine gennaio, la Lombardia ha attuato un protocollo schematico mettendo assieme i classici sintomi come tosse e febbre, ma poi solo se il paziente raccontava di essere stato in Cina veniva sottoposto al tampone.

Quello il punto di inizio di tutto?

Bisognerebbe erigere un monumento a quell’anestesista di Codogno che, difronte al 38enne paziente uno che dopo tre controlli è tornato con una polmonite gravissima, ha continuato a chiedere il tampone mentre gli veniva risposto che in quel modo si veniva meno ai protocolli. Se ne è assunto la responsabilità e solo allora glielo hanno lasciato fare. Ricordiamolo questo passaggio: il 38enne non aveva denunciato alcun rapporto con la Cina e nonostante ciò l’intuizione dell’anestesista ha permesso di scovare il virus. Questo elemento ha fatto capire in ritardo alla Lombardia e anche a tutta l’Italia che qui non c’erano solo i due turisti cinesi allo Spallanzani, ma un focolaio in Lombardia.

Quella situazione che ha innescato i rimpalli con Palazzo Chigi?

Bisogna ricordare anche che Lombardia, Veneto e Piemonte avevano chiesto di sottoporre a quarantena gli studenti cinesi che arrivavano in Italia, ma gli era stato detto di no respingendo come razzista tale proposta. Burioni aveva lanciato l’allarme ma restando inascoltato: non solo i cinesi, ma chiunque avesse avuto rapporti con la Cina avrebbe dovuto fare il tampone e stare in quarantena. Tale rifiuto è una responsabilità netta del governo nazionale che è quindi in concorso con la Regione Lombardia.

Un nord a macchia di leopardo. Come mai?

Viviamo al nord il discreto andamento della Liguria, accanto al fallimento lombardo, piemontese e anche del governo centrale. Si rimpallano quotidianamente perché c’è un nodo politico. Il governo ha pensato di risolvere tutto con la dichiarazione di emergenza e con la chiusura dei voli diretti, senza immaginare l’ovvietà che per arrivare dalla Cina in Italia si possono anche fare scali intermedi. Inoltre osservo che si è iniziato a cercare le mascherine solo a marzo, buttando via un mese. Zaia è quello che, assieme ad alcuni governatori del sud, si è mosso meglio con uno sbarramento rigorossisimo. Fontana e Gallera invece sono quelli che si sono comportati peggio.

Denota un problema di lucidità nella leadership leghista?

Salvini ha perso la bussola. È chiarissimo che sulla riapertura del 4 maggio c’è lui, che ha spinto Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli mentre c’è la Meloni dietro la Sicilia. Hanno assunto la decisione politica di sfidare il governo su questo. E’un atto di totale irresponsabilità, in quanto si tratta di Regioni che si trovano in condizioni completamente diverse. Il Veneto in modo morbido potrebbe rimettere in moto qualcosa, ma ricordo che giorni fa la Lombardia aveva addirittura rifiutato l’apertura delle librerie, mettendosi su una linea di giusta rigidità, passando però pochi attimi dopo su una posizione opposta perché il Governatore Fontana è uno yes man di Salvini.

Salvini ha lanciato Luca Zaia per bruciarlo?

A essere maliziosi ci si azzecca. È evidente che mentre Salvini le sta sbagliando tutte, Zaia no. Il leader della Lega ha anche costretto Berlusconi a smarcarsi dai sovranisti sul Mes, prendendo le distanze da una linea di totale idiozia, accentuata con il voto all’europaramento. Mentre il M5S ha votato in modo scombinato dimostrando di essere preda di una crisi di nervi, la Lega ha detto no a tutto, anche ai coronabond.

Perché?

Perché vuole uscire dall’Ue: una posizione simile in un momento di questo genere è suicida. Non so se chi consigli Salvini, come Bagnai e Borghi, gli abbia spiegato che già oggi se non ci fosse stato l’acquisto miliardario dei nostri titoli da parte della Bce, saremmo stati vicini a saltare per aria. Bisogna ringraziare M5S, Lega e Fdi se abbiamo avuto lo spread in rialzo. Senza l’intervento di Francoforte e se facessimo orgogliosamente da soli con il bot italiano di cui parla Salvini, saremmo già al limite del default.

Cosa vede dietro il no al Mes della Lega?

C’è il no all’Europa ed è una linea irresponsabile. Si pensi al fatto che tutti gli alleati dei nostri sovranisti in Europa sono i primi contrari ai coronabond e a qualunque forma che sostenga l’Italia. Per cui l’asse fra sovranisti è suicida, perché ognuno fa il sovranista a casa propria. Ci troviamo in un momento complicatissimo, dove la Lega ha idee chiare ma dissennate, ovvero la secessione non dall’Italia ma dell’Italia dall’Europa e il M5S è in totale confusione.

Qualcuno dice che Conte resta al suo posto anche per colpa della postura salviniana. E’così?

Oggi nessuno si inoltrerebbe in una crisi di governo, perché sarebbe pericolosissima ma non c’è dubbio che con questa postura salviniana Conte è rafforzato. A fronte di questo andamento a zig zag di Conte dovuto al condizionamento del M5S, se Salvini avesse assunto la stessa posizione di Berlusconi cosa sarebbe accaduto? Avremmo avuto un centrodestra su una linea europeista, mentre Conte sarebbe diventato completamente inattendbile perché con l’orecchio troppo prestato ai grillini: a quel punto avremmo avuto uno schema in cui la candidatura di Mario Draghi sarebbe stata fortissima.

Ma Salvini ha detto sì a Draghi da tempo…

Salvini per un verso vuole uscire dall’Ue per sfasciare tutto e poi per l’altro verso ha detto sì ad un eventuale governo Draghi ignorando che l’ex capo ella Bce è una quintessenza di un scelta europeista per nulla subalterna alla Germania o all’Olanda: dobbiamo a lui infatti il salvataggio di euro e Ue assumendo posizioni che hanno forzato la gestione precedente di Jean Claude Trichet, riuscendo a scavalcare l’intransigenza della Bundesbank e con un rapporto fondato sulla razionalità con Angela Merkel. Per cui dire sì a Draghi e al contempo sostenere, come fa Salvini, che bisogna uscire dall’Ue mi sembra una cosa ancora più demenziale. In ultima analisi, Conte ha un alleato insperato proprio nel leghista con cui si insulta quotidianamente.

twitter@FDepalo

 

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