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Il governo di Varsavia è pronto a siglare un ordine da 4,6 miliardi di dollari per 32 F-35, i velivoli di quinta generazione realizzati da Lockheed Martin. La commessa, da inserire nel potenziamento delle capacità militari voluto dalla Polonia a fronte dell’avvertita minaccia russa, interessa anche l’Italia per la possibilità di ottenere lavoro a Cameri, in provincia di Novara.

LA FIRMA

La firma del contratto ci sarà venerdì prossimo alla base di Deblin dell’Aeronautica polacca, nell’est del Paese a circa 130 chilometri dal confine con Bielorussia e Ucraina. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak, confermano i numeri che resi noti già lo scorso maggio, quando aveva presentano una formale richiesta di quotazione. L’intesa tra Varsavia e Washington è stata poi suggellata il mese successivo, quando Donald Trump ha accolto il premier Andrzej Duda con il sorvolo (il primo della storia) di un F-35 sulla Casa Bianca.

IL MESSAGGIO A MOSCA…

I 32 velivoli di quinta generazione sono destinati a sostituire una flotta di circa il doppio di aerei tra Su-22 e Mig 29. La fornitura si lega all’ampio progetto di potenziamento delle capacità militari polacche, frutto del desiderio di rispondere alla crescente assertività di Mosca. Sin da quando l’Orso russo ha mostrato gli artigli in Ucraina, infatti, Varsavia ha deciso dare impulso al rinnovamento della propria difesa facendo leva sul rapporto privilegiato con Washington. Nel 2018 è arrivato l’accordo con gli Stati Uniti per i sistemi Patriot per la difesa missilistica, per un valore di ben 4,75 miliardi di dollari.

…CON IL SUPPORTO DI WASHINGTON

A giungo, durante la visita di Duda, oltre agli F-35 è stato confermato l’incremento di mille soldati americani sul territorio polacco (in rotazione tra diverse basi), da aggiungere ai circa 4.500 militari già presenti nel Paese nell’ambito di missioni dell’Alleanza Atlantica. Nella stessa occasione è arrivato il via libera per il dispiegamento di uno squadrone di droni MQ-9 Reaper della Us Air Force, per stabilire in Polonia capacità di Special Operations da parte degli americani e per un nuovo Combat Training Center (Ctc) congiunto a Drawsko Pomorskie. Potrebbe invece entrare in operatività quest’anno (dopo un lungo rinvio) il sistema missilistico Aegis Ashore, già presente in Romania e particolarmente sgradito a Mosca.

LE OPPORTUNITÀ PER CAMERI…

Da un punto di vista industriale, l’acquisto degli F-35 da parte della Polonia interessa anche l’Italia. In provincia di Novara, a Cameri, c’è l’unico centro di assemblaggio e verifica finale (Faco) nel Vecchio continente per i velivoli di quinta generazione di Lockheed Martin. Realizza i velivoli italiani e quelli destinati all’Olanda che, a settembre, ha accolto il roll out del suo primo F-35 assemblato in Italia con soddisfazione e ringraziamento. A ottobre, il sottosegretario Angelo Tofalo ha accolto a Cameri il collega polacco Marek Lapinski. L’obiettivo, dopo il lavoro sui jet olandesi, è ottenere le attività per quelli polacchi, raccogliendo così ulteriori ritorni tecnologici e occupazionali per il comparto nazionali, dal big Leonardo alle Pmi coinvolte.

…E IL SUPPORTO BIPARTISAN

Sul tema il Paese è compatto. A novembre, il dossier F-35 è tornato in Parlamento con una discussione tra diverse mozioni. Alla fine è passata quella di maggioranza, che tuttavia ha trovato il supporto anche delle opposizioni ( 477 voti favorevoli su 482 votanti) sul suo terzo punto: continuare a valorizzare gli investimenti già effettuati nella Faco di Cameri, puntando altresì ad allargare ulteriormente gli ambiti di cooperazione internazionale nel campo aerospaziale e della difesa, al fine di massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici del distretto. Il dibattito seguiva tra l’altro la presa di posizione sull’argomento del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sempre dichiaratosi in favore del mantenimento degli impegni previsti alla luce di tre obiettivi strategici: “Efficienza operativa dello strumento militare, coerenza con gli impegni assunti e attenzione ai ritorni industriali e occupazionali”.

I NUMERI DEL PROGRAMMA

Le ambizioni su tali ritorni sono confortate dai numeri del programma internazionale. Nel 2019 Lockheed Martin ha consegnato 134 velivoli, il 47% in più rispetto al 2018 e sopra l’obiettivo di 131 fissato a inizio anno. Per il 2020 il target è 141 F-35, così raggiungere il picco produttivo previsto nel 2023. L’incremento della produzione ha già avuto effetto sui costi. Attualmente un F-35 in versione convenzionale costa meno di 80 milioni di dollari, quanto (se non meno) un velivolo di quarta generazione. Tra l’altro, per Cameri le opportunità di lavoro non arrivano solo dalla Polonia. Anche il Belgio potrebbe decidere di assemblare i propri velivoli in Italia, mentre l’Olanda ha già chiesto nove jet in più rispetto ai 37 previsti. In prospettiva ci sono pure Svizzera e Finlandia.

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