Skip to main content

Era il giorno 8 del mese di ottobre, ovviamente di quest’anno. La Fondazione Luigi Einaudi teneva una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per presentare l’iniziativa del successivo giorno 12 a Milano, che avevano chiamato #stanchidipagare: il titolo non ha bisogno di ulteriori commenti.

Quel giorno si creò qualche imbarazzo con la mia antica amica Deborah Bergamini parlamentare di Forza Italia. Era con lei che dovevo fare la conferenza stampa, ma da lì a pochi minuti si sarebbe votata la legge costituzionale sul cosiddetto taglio dei parlamentari. Deborah si sentiva vincolata a una logica di partito e nello stesso tempo condivideva le nostre dure prese di posizione contro quella legge.

A quel punto la soluzione: Deborah un minuto dopo il voto, con coraggio, è scesa con me in sala stampa e abbiamo annunciato che avremmo immediatamente avviato alla Camera e al Senato la raccolta di firme per raggiungere il quinto dei parlamentari, di una delle due Camere, necessario a celebrare il referendum.

Dall’inizio il messaggio della Fondazione Einaudi è stato assolutamente chiaro: si tratta di una operazione culturale, prima che politica, per la quale ritenevamo e riteniamo che sia necessario chiamare il cittadino elettore a decidere su una riforma di tale portata e in tal senso ci siamo rivolti a tutto il Parlamento, a coloro che avevano votato a favore e ai pochi che avevano votato contro, chiedendo loro di consentire agli italiani di esprimere la loro opinione su un così rilevante argomento.

Intendo qui ringraziare Deborah e, con lei, tutti i parlamentari che hanno contribuito alla raggiungimento di questo obiettivo, ad iniziare dai senatori Cangini, Nannicini e Pagano primi firmatari e promotori della raccolta di firme al Senato. Hanno colto subito lo spirito della nostra proposta. Ora ci siamo. L’obiettivo è a portata di mano.

Smettiamola con le dietrologie, con il giochino se il referendum accelera o rallenta la fine della legislatura. Concordo con il presidente del Consiglio quando afferma che il referendum è assolutamente neutro. I partiti continuino i loro giochi, noi intendiamo occuparci di altro, lontani anni luce dalla logica della politique politicienne.

Allora vediamo brevemente cosa ci ha mosso.

Innanzi tutto una sorta di ribellione verso il populismo imperante. Abbiamo inteso mandare un segnale importante ad un’Italia che non fa “di tutta l’erba un fascio” (fascio con la “f” minuscola). Riteniamo che bisogna uscire dalla logica per cui le proposte politiche si fanno a “chi la spara più grossa”. Non c’è uomo politico che prima di dirci cosa vuole fare, quale opera vuole realizzare, ci indichi le coperture di spesa per quell’opera. Questi sono i problemi seri della nostra classe dirigente, ad iniziare da quella politica. Non certo la rinuncia ad un caffè all’anno per ogni italiano, tanto risparmieremmo con il taglio dei parlamentari. Taglio che sicuramente è taglio di democrazia. Perché non v’è dubbio che diminuire il numero dei rappresentanti vuol dire allontanare l’eletto dall’elettore, esattamente l’opposto di quanto ad esempio suggeriva Luigi Einaudi.

E, per continuare, chi e con quale logica ha stabilito il taglio necessario? Perché ne debbono restare 600? Perché non 700 o 400? E perché non uno solo? Sai che bel taglio sarebbe in termini di costi! Peccato che non si chiamerebbe più democrazia.

In verità, come sostenuto praticamente da tutti i costituzionalisti, mettere mano alla Costituzione con riforme spot è pericolosissimo. Si vuole diminuire il numero dei Parlamentari? Bene si metta mano seriamente all’architettura costituzionale e si faccia una vera riforma complessiva. Tesa a migliorare la produzione legislativa. Ma questo non c’entra nulla con il taglio lineare votato dall’attuale Parlamento.

Potrei continuare a lungo. Ma preferisco chiudere con il grido lanciato da un grande uomo politico, lontano ideologicamente da chi scrive, ma di fronte alla cui storia personale dovremmo tutti inchinarci: Emanuele Macaluso. Quando ci ammonisce a stare attenti a giocare con una materia così delicata e conclude con la bellissima espressione “Parlamento è libertà”, in realtà lancia un monito che è anche una speranza.

La speranza che la democrazia rappresentativa, quella liberale, quella che conosciamo in tutta Europa e nel resto del mondo libero, non venga soppressa e sostituita dalla democrazia diretta. Quella per cui uno vale uno e il cittadino non vale nulla.

Ecco come abbiamo vinto la battaglia sul referendum. Parola di Benedetto

Di Giuseppe Benedetto

Era il giorno 8 del mese di ottobre, ovviamente di quest’anno. La Fondazione Luigi Einaudi teneva una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per presentare l’iniziativa del successivo giorno 12 a Milano, che avevano chiamato #stanchidipagare: il titolo non ha bisogno di ulteriori commenti. Quel giorno si creò qualche imbarazzo con la mia antica amica Deborah Bergamini parlamentare di Forza…

Merkel, Berlino

Huawei, doccia fredda a Berlino. Merkel congela l'accordo con Deutsche Telekom

C’è chi dice no. Dopo l’allarme lanciato al governo italiano dal Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Reubblica) anche in Germania la strada per il 5G cinese comincia a farsi più stretta. La Cancelliera Angela Merkel ha bloccato, su pressione della sua stessa maggioranza, un contratto da 533 milioni di euro che il campione nazionale Deutsche Telekom (Dt) era…

Italia, crocevia di spie? Il commento del prof. Soi

Dopo il caso di spionaggio industriale che alla fine dello scorso mese di agosto condusse all’arresto da parte della polizia italiana, su richiesta delle autorità statunitensi, prima di un manager russo, Alexander Korshunov, e poi del suo presunto complice italiano, Maurizio Paolo Bianchi, qualche settimana fa si è avuta notizia di un’indagine della Procura di Roma a carico di un…

Ilva, ecco i punti non negoziabili nella trattativa tra governo e Mittal

Il memorandum con il quale i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria e i legali di ArcelorMittal hanno ottenuto dal Tribunale di Milano la posticipazione al 7 febbraio 2020 del dibattimento sulla causa in corso fra le parti, può considerarsi - pur con tutte le dovute cautele - un primo passo sulla strada di un possibile accordo fra il governo…

Come deve cambiare l'industria per assicurare la sostenibilità ambientale

L’economia circolare, che secondo le definizioni canoniche è quella che si può rigenerare da sola producendo il minimo indispensabile di rifiuti non riciclabili, è finalmente diventata un concetto famigliare a tutti. Se c’è una certezza è che i processi di sviluppo futuri potranno procedere solo in questa direzione: ovviamente questo pone anche domande a cui è importante trovare risposte. Una…

Papa Francesco, la Chiesa e i cattolici. Ecco la nuova questione antropologica

C’era una volta la “questione antropologica” (vita, famiglia, libertà di educazione) che agitava il mondo cattolico. Il mantra della lunga stagione di Wojtyla e Ratzinger è stato superato dal pontificato di Francesco con la sua dottrina della “Chiesa povera per i poveri”. Con i corollari delle periferie esistenziali, dell’ospedale da campo, del pastore con l’odore delle pecore, dell’accoglienza dei migranti,…

Tutto ciò che salvaguarda le coscienze è positivo. Parla mons. Negri

Nel giorno del suo 83esimo compleanno, il pontefice ha deciso di lanciare un segnale che è destinato a lasciare un marchio profondo nella Chiesa cattolica contemporanea e non solo. Nei fatti, la decisione di Bergoglio di abolire il segreto d’ufficio sui processi vaticani per pedofilia, inaugura una nuova stagione di tolleranza zero su una delle problematiche che in assoluto ha…

Defender-Europe 20. A cosa punta la più grande esercitazione Nato degli ultimi 25 anni

L'esercito americano sta pianificando il suo più grande dispiegamento di personale in Europa degli ultimi 25 anni, con 20mila unità inviate a prendere parte a una massiccia esercitazione di proiezione della forza. Si chiamerà “Defender-Europa 20” e sarà un dispiegamento di una forza credibile da combattimento dalle dimensioni di una divisione. Saranno 37mila le unità previste in totale: soldati, attrezzature, mezzi, una simulazione di…

Minacce, paure e speranze. Il 2019 degli italiani nel sondaggio Ispi-Ipsos

La fine dell’anno è, senza dubbio, tempo di bilanci. Non solo a livello individuale, ma anche collettivo. È per questo che l’Istituto per gli studi di politica internazionale, in collaborazione con Ipsos, svolge anche quest’anno un sondaggio per capire le principali preoccupazioni e speranze degli italiani prima di chiudere il 2019. La rilevazione indica che, come sempre, la più grande…

5G cinese, il governo ascolterà il Copasir. Parola di Fraccaro

Il Copasir chiama, il governo risponde. Dopo il rapporto pubblicato dall'organo parlamentare di raccordo con i Servizi che consiglia all'esecutivo di prendere "seriamente in considerazione" l'esclusione delle aziende cinesi dalla rete 5G arriva la prima risposta ufficiale di Palazzo Chigi. A darla il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. "Il Governo – ha detto l'esponente del Movimento…

×

Iscriviti alla newsletter