Skip to main content

“Non credo che la Cina possa permettersi una nuova Tienanmen”. Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, già direttore de La Stampa e a lungo inviato negli Stati Uniti e in Israele, ne è convinto. Il presidente Xi Jinping non supererà una linea rossa a Hong Kong, semplicemente perché, ora, non può permetterselo. Certo, altrove, il governo cinese ha già varcato linee rosse impensabili fino a pochi anni fa. Nella corsa al 5G e all’Intelligenza artificiale, ad esempio. È una nuova Guerra Fredda, ma molto diversa da quella precedente, spiega in questa conversazione con Formiche.net. L’ “Assedio” all’Occidente al centro dell’ultimo libro di Molinari (“Assedio all’Occidente”, Nave di Teseo) ha trovato spesso impreparati, o in ritardo, gli Stati Uniti. Molto si deciderà alle presidenziali di novembre. Una sfida decisiva, che potrebbe veder emergere un terzo contendente.

Direttore, adesso anche la Cina parla di Guerra Fredda.

Credo che il termine sia appropriato, anche se parliamo di una Guerra Fredda molto diversa da quella precedente.

In cosa?

La prima contrapponeva due potenze che volevano imporre sull’altra il proprio sistema ideologico. Cina e Stati Uniti non vogliono farlo. Sono invece impegnate in una sfida per guidare i nuovi equilibri post-globalizzazione.

Dove si gioca questa sfida?

Sugli scambi commerciali, e sullo sviluppo delle nuove tecnologie, in particolare dell’Intelligenza artificiale (Ia). Certo, ci sono retaggi del ventesimo secolo, come alcune crisi regionali: in Corea la Cina sta con Pyongyang e gli Stati Uniti con Seul, a Taiwan stanno su fronti opposti. Ma la vera contesa è altrove: fra “Belt and Road Initiative” (Bri) e accordi commerciali promossi dall’amministrazione Usa, fra i laboratori Hi-tech delle città della costa cinese e quello della Silicon Valley californiana.

In un’intervista a Fox News, Trump ha parlato di decoupling dalla tecnologia cinese. Si può fare?

Sarei prudente a parlare di decoupling, perché significa che i due sistemi non interagiscono. È vero, uno dei risultati di questa Guerra Fredda è che non abbiamo più solamente una rete digitale, ne abbiamo due. La capacità della Cina di sorvegliare le comunicazioni digitali ne fa un sistema a sé. Una divisione dello spazio cibernetico non è ancora realtà, ma è un rischio sempre più concreto.

Qual è la vera posta in gioco?

Il confronto decisivo è imperniato intorno alla gestione dei dati. Chi ha la tecnologia più avanzata ha maggiori possibilità di vincere il duello per il loro controllo.

Chi sta vincendo?

In questo momento il governo cinese è avanti sullo sviluppo 5G e sull’Ia, gli Stati Uniti rincorrono. Il governo americano deve evitare che si crei un effetto Sputnik. Ovvero che, come con l’Urss nel 1957, si ritrovino obbligati a inseguire l’avversario. All’epoca servirono dodici anni per raggiungere e superare i russi, con lo sbarco sulla Luna. Oggi, nell’era digitale, aspettare dodici anni significa perdere in partenza.

Intanto lo scontro va avanti nei forum multilaterali. Dopo aver annunciato l’abbandono dell’Oms, Trump vuole sotterrare il G7 e inaugurare il G11. C’è una strategia?

La mossa di Trump nasce dal forfait di Angela Merkel, ma inaugura uno scenario interessante. Il presidente Usa immagina un forum internazionale con la Russia da un lato e con Australia, India e Corea del Sud dall’altra. Vuole mettere intorno a un tavolo i Paesi rivali della Cina e staccare Vladimir Putin da Pechino. L’architettura internazionale che ha in mente è costruita sul contenimento della Cina. Se il governo cinese attraverso la “Bri” punta a diventare protagonista della globalizzazione, il governo americano vuole progressivamente
isolarlo dal resto del mondo.

La stretta del governo cinese su Hong Kong ha ricevuto la condanna di una parte della comunità internazionale. Fino a dove si spingerà Xi?

C’è stata un’accelerazione, su questo non c’è dubbio. Sappiamo però che le proteste a Hong Kong vanno avanti da più di un anno, e la Cina finora ha mostrato contenimento. Vuole riportare l’ordine pubblico ma senza superare una linea rossa. L’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale è un campanello d’allarme, ma non credo che la Cina possa permettersi una nuova Tienanmen.

Perché?

L’ambizione cinese è governare la globalizzazione. Un intervento brutale a Hong Kong avrebbe conseguenze commerciali molto nocive. Questo spiega perché Xi si trovi in una situazione difficile. Deve ripristinare la credibilità del Paese all’indomani di una pandemia che ha posto un serio problema di immagine, per una grave carenza di sorveglianza e monitoraggio sanitario, ma per farlo deve riuscire a porre fine alle proteste di Hong Kong rinunciando all’uso della forza.

Molinari, a novembre potrebbe chiudersi l’era Trump. Chi è il favorito alle presidenziali?

Alla vigilia del Covid, Trump era favorito per la rielezione, grazie al buon andamento dell’economia. Adesso la crisi ha rivoluzionato lo scenario elettorale. Oggi la partita è molto aperta. Ma non dobbiamo dimenticare che in America le presidenziali sono un referendum fra due persone. Bisogna dunque chiedersi se i democratici abbiano presentato uno sfidante migliore del presidente.

La sua risposta?

Io credo che Joe Biden abbia una grande esperienza. Ma dopo una pandemia come quella in corso, forse non è il meglio che il Partito democratico possa presentare per sfidare Trump.

Chi allora?

Se i democratici virassero su Andrew Cuomo, il governatore di New York che ha gestito molto bene l’emergenza, avrebbero maggiore credibilità di fronte all’elettorato. Cambiare candidato alla vigilia della convention è difficile. Ma tecnicamente non è impossibile.

Momento Sputnik anche per la Cina? Molinari racconta l’assedio all’Occidente

"Non credo che la Cina possa permettersi una nuova Tienanmen". Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, già direttore de La Stampa e a lungo inviato negli Stati Uniti e in Israele, ne è convinto. Il presidente Xi Jinping non supererà una linea rossa a Hong Kong, semplicemente perché, ora, non può permetterselo. Certo, altrove, il governo cinese ha già varcato linee…

Se l'Italia non accetta il Mes la sanità resterà a secco. Parla Enrico Letta

“Non riesco a trovare nessun argomento convincente contro il Mes. Solo falsità, tutte regolarmente smentite”. Enrico Letta, ex presidente del Consiglio oggi professore a SciencesPo di Parigi, osserva da Roma la lenta ripresa post pandemia. Preoccupato per la trappola nella quale il Paese si è messo da solo rifiutando il prestito senza condizioni del Meccanismo europeo di stabilità che ci permetterebbe…

Del Vecchio, Mediobanca e le mire francesi. I dubbi del generale Jean

È dai vicini di casa che bisogna guardarsi in tempi di crisi. Per questo è opportuno accendere i riflettori sulle mire francesi sul settore bancario e assicurativo italiano, dice a Formiche.net il generale Carlo Jean, già consigliere militare del presidente della Repubblica, generale degli Alpini in congedo e presidente del Centro di Geopolitica economica. Grande esperto di intelligence economica (su…

Il post-Covid non è come il dopoguerra. Gerardo Bianco spiega perché

La sagra dei governatori è fuori misura, confida a Formiche.net Gerardo Bianco, già ministro della Pubblica Istruzione, parlamentare fino al 2008 ed esponente di spicco della Dc che invita a non ascoltare quei tentativi di un ritorno alle particelle pre-risorgimentali, quando l'amministrazione era gestita da piccoli potentati locali e non da uno Stato centrale. In una ampia conversazione Bianco ragiona…

Lo Spazio a stelle e strisce. La missione di SpaceX secondo Darnis

Gli Stati Uniti stanno attraversando un momento difficile, segnato dal moltiplicarsi delle violenze e dal peso umano ed economico della pandemia di Covid-19. Il successo del lancio della capsula Crew Dragon rilancia le capacità statunitensi di volo umano, e ha pure aperto una finestra di positività in un momento di tensione. Con l’epopea di SpaceX e il successo del lanciatore…

Ombre francesi sull'Italia. Il blitz in Mediobanca che può portare a Generali

Chissà cosa direbbe Enrico Cuccia, per 60 anni deus ex machina di Mediobanca. Dopo 48 ore di rumors e voci, questa mattina Leonardo Del Vecchio ha ufficializzato l'intenzione di salire al 20% di quello che fu il salotto buono della finanza italiana. Delfin, la finanziaria di Del Vecchio e azionista al 32,2% del gruppo italo-francese EssilorLuxottica (sede principale a Charenton le Pont, nella…

La strategia di Trump è razionale. Ma sarà vincente? L'analisi di Curini

Premessa: una doverosa e condivisibile protesta per la morte di George Flyod causata da un comportamento ingiustificabile della polizia di Minneapolis è degenerata in varie città americane in esecrabili violenze e saccheggi (nonché in atteggiamenti della stessa polizia in alcuni casi difficili - eufemismo - da comprendere). Questo breve articolo vuole però saltare a pié pari la parte dei “tifosi”…

L'Occidente fermi il bullismo cinese a Hong Kong. L'appello di Bonnie Leung

“La legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong è l’ultima finestra di opportunità: tutto il mondo democratico si unisca e con una voce sola dica no alle campagne di bullismo cinese. Il kowtowing al regime di molti — troppi — occidentali alimenta il mostro comunista che è già pronto per estendere i suoi artigli su Taiwan. Se non lo si…

Cosa cambia con la rivoluzione SpaceX. Parla il presidente dell’Asi, Saccoccia

“Un cambiamento epocale per l'esplorazione dello Spazio”, ma anche “una missione dal grande valore strategico” nella nuova corsa extra-atmosferica tra potenze. È così che Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), ha descritto a Formiche.net il successo del debutto con equipaggio della Crew Dragon. Nella serata italiana di ieri, gli astronauti Douglas Hurley e Robert Behnken hanno fatto sorridenti il…

La didattica a distanza tra opportunità e difficoltà

La didattica a distanza (DaD) è una risorsa che ha permesso, nell’immediatezza dettata dall’urgenza, di proseguire le lezioni e garantire agli alunni una certa continuità formativa in una situazione nuova, mai provata e decisamente sconcertante. Per i docenti, specialmente quelli un po' più maturi, è stata anche l’occasione per poter accrescere le proprie competenze informatiche e per avvicinarsi alla realtà quotidiana dei loro alunni. Tutto sommato, potrebbe…

×

Iscriviti alla newsletter