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Gli aerei cinesi avevano attraversato una linea mediana non ufficiale nello Stretto di Taiwan che separa la Cina continentale dalla provincia che Pechino considera ribelle. È la seconda volta negli ultimi due giorni. Anche domenica, i jet cinesi, compresi caccia J-11 di ultima generazione, sono volati nel Canale e poi nel Pacifico prima di tornare alla base attraverso lo Stretto di Miyako, situato tra le isole giapponesi di Miyako e Okinawa, a nord-est di Taiwan.

Il governo taiwanese ha fatto sapere che gli F-16 decollati trasportavano missili pronti all’ingaggio. Dimostrazione di come la tensione tra i due Paesi sia ancora in crescita.

L’ufficio cinese per gli affari di Taiwan ha esortato il Partito democratico progressista (DPP), al governo a Taiwan, a “non giocare con il fuoco”. Avete “adottato una posizione che aumenta il confronto sullo stretto, intensificando nuove mosse per la collusione Taiwan-Stati Uniti, sfruttando l’opportunità di cercare l’indipendenza e portando apertamente provocazioni pericolose”, ha detto Pechino. Il Comando del teatro orientale cinese ha invece descritto il passaggio di domenica della pattuglia pronta al combattimento militare come “un’azione completamente legittima e necessaria volta all’attuale situazione nello stretto di Taiwan e alla salvaguardia della sovranità nazionale”.

Le relazioni tra Cina e Taiwan sono in una fase di particolare deterioramento. Dall’inizio dell’amministrazione Trump, con l’avvicinamento tra Washington e Taipei, Pechino ha iniziato a cavalcare una retorica ancora più aggressiva contro i taiwanesi. Mesi fa, il segretario del Partito Comunista cinese, il capo dello stato Xi Jinping, aveva annunciato che sarebbe stato anche disposto a usare la forza pur di riprendere Taipei sotto il controllo centrale.

A inasprire le relazioni c‘è anche la recente questione dell’epidemia di coronavirus, con Taiwan che ha accusato la Cina di impedire all’isola una corretta gestione della crisi. In particolare, i taiwanesi lamentano l’impossibilità di accedere a informazioni complete dall’Organizzazione mondiale della sanità o di partecipare alle sue riunioni. Sebbene Taiwan sia un membro osservatore dell’Oms, status guadagnato con un riconoscimento de facto della propria indipendenza anche all’interno di altre entità internazionali, l’organizzazione non passa info direttamente all’isola, ma solo nel Mainland. L’accusa a Pechino è di poi mandare dati filtrati e parziali a Taiwan. La Cina dovrebbe concentrarsi sul controllo della diffusione del virus, piuttosto che minacciarci, ha detto la presidente Tsai Ing-wen oggi.

 

 

Taiwan contro Cina. Dai tavoli sul coronavirus al confronto tra bombardieri

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