La Francia ha deciso di riorientare la sua strategia nucleare, aumentando l’arsenale e introducendo una nuova “deterrenza avanzata”. Parigi coinvolgerà otto partner europei con dispiegamenti temporanei delle forze aeree, ma senza cedere alcun potere decisionale sull’uso delle testate. Tra le novità, missili ipersonici e esercitazioni congiunte, segnali di una strategia più assertiva che dice addio alla dottrina della “sufficienza rigorosa”
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Siamo alla vigilia della terza crisi energetica in cinque anni? Risponde Nicolazzi
Covid, Ucraina e ora Iran: tre crisi che hanno impattato sull’energia e che vanno analizzate nelle loro peculiarità. Nel mezzo il ruolo delle infrastrutture esistenti (Tap e rigassificatori) e le dinamiche legate ai tempi dell’operazione Ruggito del leone. Il commento di Massimo Nicolazzi, economista, saggista e una lunghissima esperienza manageriale nel settore energetico
Condanne dure ma nessun intervento militare. La crisi iraniana rivela il carattere transazionale della relazione russo-iraniana e i possibili contraccolpi per il Cremlino tra corridoi logistici, energia e reputazione internazionale
L’energia è, nella contemporaneità, questione non semplicemente di competitività del sistema economico italiano, ma di sicurezza nazionale. Occorre poter disporre, stabilmente, di energia nella quantità che occorre, e a un prezzo sostenibile. Non meno. Ma fin quando il nostro approvvigionamento sarà, come oggi, fortemente dipendente da petrolio e gas altrui, per giunta transitanti in aree geopoliticamente instabili, il rischio non è solo di averne a un prezzo non sostenibile. È, anche, di non averne abbastanza. L’intervento di Massimiliano Atelli
La crisi attuale intercetta uno spazio più ampio di quello strettamente regionale. È il Mediterraneo allargato: dal Golfo Persico al Mar Rosso, dal Nord Africa all’Europa meridionale. Uno spazio in cui sicurezza militare, sicurezza energetica e stabilità finanziaria coincidono. L’analisi di Raffaele Volpi
Il Canada si riallinea a Trump (su Iran) e pensa all’Indo-Pacifico
Il rapido sostegno di Ottawa all’operazione statunitense contro l’Iran segnala il riposizionamento tattico di Mark Carney verso Washington dopo mesi di attriti culminati con l’apertura alla Cina. Pur continuando a diversificare verso l’Indo-Pacifico, il Canada sta riallineando la propria strategia entro i limiti dell’alleanza occidentale, riconoscendo la centralità strutturale del rapporto con gli Stati Uniti
Aerei nemici nei cieli, oppositori sul terreno. Così si sfalda il regime degli ayatollah
“L’operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e aprire la strada ad un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita”, ha affermato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani nell’informativa urgente davanti alle commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Le Borse vanno a tappeto, il petrolio vola e il Golfo ferma i listini. La guerra all'Iran vista dalla finanza
Le autorità di Dubai e Abu Dhabi hanno sospeso le contrattazioni per almeno 48 ore. Un problema non da poco per uno degli hub finanziari del globo e anello di congiunzione tra i mercati di Occidente e Oriente. Le Borse europee sprofondano mentre il greggio schizza a 80 dollari. Ora il fattore tempo diventa centrale
Cuba is the next? I timori sull’isola
Dopo gli attacchi di Usa e Israele in Iran, prende forza l’ipotesi di un intervento americano nell’isola per combattere la dittatura castrista. La strada diplomatica e la pressione (specialmente energetica). L’analisi del New York Times
L'attacco Usa-Israele può ricondurre l'Iran a negoziare. Parla l'amb. Checchia
Ha fatto bene Trump a bombardare l’Iran? L'opinione di Guandalini
Nelle analisi e nei commenti si vola sopra al quesito che è la chiave di lettura della rivoluzione in atto. Chi reclama l’assenza di qualsiasi forma primitiva di diritto internazionale e ruolo dell’Onu, dovrebbe farsi una domanda e darsi una risposta sul perché il Palazzo di vetro è scivolato così nell’irrilevanza. L’Unione europea, non interpellata da Trump, avrebbe consigliato al presidente americano maggior cautela di fronte al disordine economico in corso. La versione di Maurizio Guandalini
Sorpresa, la Cina arretra in Europa. Doccia fredda per Byd&Co?
Dopo mesi di avanzata inarrestabile, i costruttori del Dragone che hanno ribaltato il mercato continentale perdono quota per la prima volta, specialmente su ibrido ed elettrico. Un film, peraltro, già visto con le rinnovabili
Il cammino della separazione delle carriere è cominciato da lontano, già ce ne è traccia nella Costituzione originaria, laddove riserva alla sola legge ordinaria la garanzia a favore della magistratura inquirente, per finire alfine consacrata nel recente art. 111 della Costituzione su quel giusto processo, vanto di ogni Paese occidentale, fondato sulla netta separazione fra procuratore e giudice. L’opinione del prof. Franco Carinci
Con la morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, si apre la questione del futuro politico, con conseguenze non solo nel Paese islamico ma in tutto il Medio Oriente. Chi ha il potere ad interim, come sarà scelto il nuovo leader dall’Assemblea degli esperti e chi sono i candidati nella ricerca di una Delcy Rodriguez iraniana
L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Anche per questa ragione von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota. I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea. Intanto la Grecia manda due fregate e due F16 a Cipro.
Perché l’escalation iraniana nel Golfo è una mossa controproducente. L’analisi di Allouch
Secondo l’analista Mahmoud Allouch, l’escalation iraniana contro obiettivi legati agli Stati Uniti nel Golfo nasce dalla percezione di una battaglia esistenziale, ma rischia di rivelarsi strategicamente controproducente e di isolare ulteriormente Teheran
Una task force per gli italiani in Iran e domani Tajani in Aula. Le mosse della Farnesina
Dopo i raid Usa-Israele e la rappresaglia iraniana nel Golfo, l’Italia attiva una Task Force per assistere i circa 21mila connazionali tra Emirati e area limitrofa. Linee consolari potenziate e coordinamento rafforzato, mentre Tajani domani riferirà in Aula sulle iniziative del governo
Phisikk du role - A Sanremo ha vinto Tony Pitony
Da sempre l’Ariston rappresenta il luogo dove star e meteorine s’avvicendano senza criterio. Da qualche tempo la seconda categoria stellare sopravanza la prima, ma è un dettaglio: da quando gli album non si comprano più e la musica si può cliccare gratis anche soltanto per curiosità, un giro di valzer lo fanno più o meno tutti. Il che non basta per diventare danzatori provetti… La rubrica di Pino Pisicchio
Usa-Israele, fino a dove arriverà l’escalation in corso
Gli attacchi coordinati di Usa e Israele in Iran segnano il superamento di una soglia strategica: non l’inizio di una nuova guerra, ma l’evoluzione di un conflitto che dal 2023 erode deterrenza e tabù. Washington entra in prima linea, con effetti su mercati energetici, coesione atlantica e postura globale. Il rischio vero è la normalizzazione dell’escalation in un sistema frammentato, dove le soglie diventano elastiche e gli errori più probabili. Il commento di Marco Vicenzino
La struttura di controllo dell’Iran è abituata a mantenere l’ordine pubblico anche con brutalità, come dimostrano le migliaia di giovani dimostranti uccisi dalle Forze di Sicurezza, cioè dai Pasdaran e dai loro ausiliari. Entrambi non lottano solamente per il potere, ma anche per il benessere e sicuramente non sono disponibili a cederlo senza forti resistenze. Il punto più debole della strategia di Trump e di Israele consiste nel fatto che non si vede quali possano essere gli sbocchi definitivi della crisi. L’analisi del generale Carlo Jean
Le Pen, AfD e la crescita dei partiti nazionalisti in Europa. L'analisi di Petrolo
Domenico Petrolo, nel suo ultimo volume “La stagione dell’identità. Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare”, FrancoAngeli – di cui pubblichiamo un estratto – analizza, tra gli altri temi, l’impatto della questione dell’immigrazione sui partiti identitari a livello europeo. In Germania, in particolare, l’Alternative fur Deutschland, fondato nel 2013 da accademici tedeschi come partito principalmente euroscettico, cambia pelle nel luglio del 2015 quando prevale la sua ala più nazionalista e populista, trasformandolo in un partito anti-immigrazione e xenofobo
Legge elettorale, adesso può funzionare. Il commento di Merlo
Si tratta di una proposta, quella presentata dalla maggioranza di governo che, tutto sommato, coglie alcuni aspetti decisivi ed essenziali del nostro sistema politico. E questo perché la sfida di fondo è sempre una sola. Ovvero, come conservare la presenza politica e culturale dei partiti e, al contempo, costruire coalizioni che siano il più possibile esenti e immuni dalla tentazione trasformistica e opportunistica
Emergenza patrimonio culturale. Perché non sviluppare una prassi operativa di intervento?
Dal Teatro Sannazaro al Museo della Sibaritide fino alla Torre dei Conti, l’ultimo anno ha messo a nudo la vulnerabilità del patrimonio culturale italiano di fronte a eventi straordinari. Potrebbe essere utile l’attivazione di un’Agenzia per la gestione delle emergenze derivanti da calamità naturali o antropiche da incardinare all’interno del ministero della Cultura. Un soggetto organizzativo che, in caso di calamità, possa attivare una procedura basata su accordi già sviluppati con soggetti pubblici e privati. La proposta di Stefano Monti
Teheran non è il vero obiettivo. Occorre guardare più a Est
Colpire Teheran oggi significa decapitare il principale finanziatore e coordinatore di tutti i teatri di crisi che, negli ultimi vent’anni hanno costretto gli Stati Uniti a disperdere forze, attenzione e risorse. Una volta neutralizzato l’Iran (e con esso i suoi proxy), il Medio Oriente potrà essere gestito con un impegno ridotto: alleanze con i sunniti del Golfo, presenza navale minima, deterrenza israeliana rafforzata. Il “fronte secondario” si chiude. Resta solo quello principale: la Cina
Melania Trump al Consiglio di Sicurezza Onu. Cosa significa e perché è un precedente storico
Il 2 marzo il Consiglio di Sicurezza Onu sarà presieduto, per la prima volta, da Melania Trump. Una scelta voluta da Donald Trump che inaugura una diplomazia “formato famiglia”, spostando il baricentro dalla funzione alla persona. Resta l’incognita: l’effetto mediatico basterà a produrre risultati concreti nel Palazzo di Vetro? Le riflessioni di Carlo Curti Gialdino, vicepresidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale
Meloni convoca riunione di governo, base in Kuwait colpita da un missile iraniano
L’Italia ha reagito all’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani con una linea improntata alla prudenza operativa, alla protezione dei connazionali e a un’attività diplomatica orientata alla de-escalation. La risposta di Roma si è articolata su tre livelli: coordinamento politico interno, misure di sicurezza e attivazione della rete diplomatica
Per una chirurgia plastica dei sentimenti. Ciccotti racconta Rental family
Con “Rental Family-Nelle vite degli altri” (2025), di Hikari, presentato al Festival di Roma, veniamo precipitati in una intrigante storia, tratta dalla vita quotidiana, tra Isaac Asimov e Louis Buñuel. Come affittare persone ai fini di una chirurgia plastica dei sentimenti. Un buon prodotto hollywoodiano
L'attacco Usa-Israele può ricondurre l'Iran a negoziare. Parla l'amb. Checchia
L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici iraniani segna una nuova fase di tensione nel Medio Oriente. Secondo l’ambasciatore Gabriele Checchia, l’azione era prevedibile e mira a contenere il programma missilistico e le milizie sostenute da Teheran, senza aprire necessariamente a uno scontro totale. La diplomazia resta centrale: l’Italia punta a favorire la de-escalation e il dialogo, sostenendo al contempo il popolo iraniano contro una dirigenza destabilizzante
AI tra Stato e mercato. Il nodo Anthropic secondo Picotti
Esigenze di sicurezza nazionale, individuate e declinate dallo Stato, da un lato, limiti etico-valoriali fissati dall’impresa privata dall’altro. Verso dove penderà la bilancia? L’analisi di Luca Picotti, research fellow Osservatorio Golden Power, autore di Linee invisibili (Egea) e La legge del più forte (LUP)


































































