La Francia ha deciso di riorientare la sua strategia nucleare, aumentando l’arsenale e introducendo una nuova “deterrenza avanzata”. Parigi coinvolgerà otto partner europei con dispiegamenti temporanei delle forze aeree, ma senza cedere alcun potere decisionale sull’uso delle testate. Tra le novità, missili ipersonici e esercitazioni congiunte, segnali di una strategia più assertiva che dice addio alla dottrina della “sufficienza rigorosa”
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Tra interessi economici e cautela militare. La prospettiva russa sulla crisi in Iran
Condanne dure ma nessun intervento militare. La crisi iraniana rivela il carattere transazionale della relazione russo-iraniana e i possibili contraccolpi per il Cremlino tra corridoi logistici, energia e reputazione internazionale
L’energia è, nella contemporaneità, questione non semplicemente di competitività del sistema economico italiano, ma di sicurezza nazionale. Occorre poter disporre, stabilmente, di energia nella quantità che occorre, e a un prezzo sostenibile. Non meno. Ma fin quando il nostro approvvigionamento sarà, come oggi, fortemente dipendente da petrolio e gas altrui, per giunta transitanti in aree geopoliticamente instabili, il rischio non è solo di averne a un prezzo non sostenibile. È, anche, di non averne abbastanza. L’intervento di Massimiliano Atelli
La crisi attuale intercetta uno spazio più ampio di quello strettamente regionale. È il Mediterraneo allargato: dal Golfo Persico al Mar Rosso, dal Nord Africa all’Europa meridionale. Uno spazio in cui sicurezza militare, sicurezza energetica e stabilità finanziaria coincidono. L’analisi di Raffaele Volpi
Con la morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, si apre la questione del futuro politico, con conseguenze non solo nel Paese islamico ma in tutto il Medio Oriente. Chi ha il potere ad interim, come sarà scelto il nuovo leader dall’Assemblea degli esperti e chi sono i candidati nella ricerca di una Delcy Rodriguez iraniana
Perché l’escalation iraniana nel Golfo è una mossa controproducente. L’analisi di Allouch
Secondo l’analista Mahmoud Allouch, l’escalation iraniana contro obiettivi legati agli Stati Uniti nel Golfo nasce dalla percezione di una battaglia esistenziale, ma rischia di rivelarsi strategicamente controproducente e di isolare ulteriormente Teheran
Le Borse vanno a tappeto, il petrolio vola e il Golfo ferma i listini. La guerra all'Iran vista dalla finanza
Le autorità di Dubai e Abu Dhabi hanno sospeso le contrattazioni per almeno 48 ore. Un problema non da poco per uno degli hub finanziari del globo e anello di congiunzione tra i mercati di Occidente e Oriente. Le Borse europee sprofondano mentre il greggio schizza a 80 dollari. Ora il fattore tempo diventa centrale

Referendum, tutte le giravolte dei sostenitori del No. Le considerazioni del prof. Carinci
Il cammino della separazione delle carriere è cominciato da lontano, già ce ne è traccia nella Costituzione originaria, laddove riserva alla sola legge ordinaria la garanzia a favore della magistratura inquirente, per finire alfine consacrata nel recente art. 111 della Costituzione su quel giusto processo, vanto di ogni Paese occidentale, fondato sulla netta separazione fra procuratore e giudice. L’opinione del prof. Franco Carinci
Iran, e adesso cosa succede? Le ipotesi dell'amb. Castellaneta
Un Iran libero, in grado di rientrare nel consesso internazionale e di creare una cornice di sicurezza allargata nell’intero Medio Oriente, sarebbe un obiettivo gradito non solo da Israele ma in tutta l’area mediorientale e mediterranea. Anche per l’Europa questa situazione potrebbe essere estremamente vantaggiosa, consentendo di riallacciare rapporti economici che una volta erano strategici per entrambe le parti. Gli scenari di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore in Iran e poi Stati Uniti
L'attacco Usa-Israele può ricondurre l'Iran a negoziare. Parla l'amb. Checchia
Il Canada si riallinea a Trump (su Iran) e pensa all’Indo-Pacifico
Il rapido sostegno di Ottawa all’operazione statunitense contro l’Iran segnala il riposizionamento tattico di Mark Carney verso Washington dopo mesi di attriti culminati con l’apertura alla Cina. Pur continuando a diversificare verso l’Indo-Pacifico, il Canada sta riallineando la propria strategia entro i limiti dell’alleanza occidentale, riconoscendo la centralità strutturale del rapporto con gli Stati Uniti
Aerei nemici nei cieli, oppositori sul terreno. Così si sfalda il regime degli ayatollah
“L’operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e aprire la strada ad un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita”, ha affermato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani nell’informativa urgente davanti alle commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Nelle analisi e nei commenti si vola sopra al quesito che è la chiave di lettura della rivoluzione in atto. Chi reclama l’assenza di qualsiasi forma primitiva di diritto internazionale e ruolo dell’Onu, dovrebbe farsi una domanda e darsi una risposta sul perché il Palazzo di vetro è scivolato così nell’irrilevanza. L’Unione europea, non interpellata da Trump, avrebbe consigliato al presidente americano maggior cautela di fronte al disordine economico in corso. La versione di Maurizio Guandalini
Dopo i raid Usa-Israele e la rappresaglia iraniana nel Golfo, l’Italia attiva una Task Force per assistere i circa 21mila connazionali tra Emirati e area limitrofa. Linee consolari potenziate e coordinamento rafforzato, mentre Tajani domani riferirà in Aula sulle iniziative del governo
Da sempre l’Ariston rappresenta il luogo dove star e meteorine s’avvicendano senza criterio. Da qualche tempo la seconda categoria stellare sopravanza la prima, ma è un dettaglio: da quando gli album non si comprano più e la musica si può cliccare gratis anche soltanto per curiosità, un giro di valzer lo fanno più o meno tutti. Il che non basta per diventare danzatori provetti… La rubrica di Pino Pisicchio
Usa-Israele, fino a dove arriverà l’escalation in corso
Gli attacchi coordinati di Usa e Israele in Iran segnano il superamento di una soglia strategica: non l’inizio di una nuova guerra, ma l’evoluzione di un conflitto che dal 2023 erode deterrenza e tabù. Washington entra in prima linea, con effetti su mercati energetici, coesione atlantica e postura globale. Il rischio vero è la normalizzazione dell’escalation in un sistema frammentato, dove le soglie diventano elastiche e gli errori più probabili. Il commento di Marco Vicenzino
Perché l’eliminazione di Khamenei non cambia il controllo nel Paese. Scrive Jean
La struttura di controllo dell’Iran è abituata a mantenere l’ordine pubblico anche con brutalità, come dimostrano le migliaia di giovani dimostranti uccisi dalle Forze di Sicurezza, cioè dai Pasdaran e dai loro ausiliari. Entrambi non lottano solamente per il potere, ma anche per il benessere e sicuramente non sono disponibili a cederlo senza forti resistenze. Il punto più debole della strategia di Trump e di Israele consiste nel fatto che non si vede quali possano essere gli sbocchi definitivi della crisi. L’analisi del generale Carlo Jean
Medio Oriente in fiamme. Obiettivi militari (e non solo) dell'attacco all'Iran
L’Operazione “Epic Fury” e il “Ruggito del Leone” riscrivono gli equilibri geopolitici globali. Oltre 200 morti, lo Stretto di Hormuz chiuso, Khamenei ucciso. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Anthropic, i dilemmi dell’IA e le lezioni per l’Italia. La versione del gen. Giancotti
Il braccio di ferro tra il Pentagono e Anthropic segna uno sviluppo senza precedenti nel rapporto tra l’apparato militare statunitense e la Silicon Valley. Pesano le implicazioni politiche, il posizionamento strategico delle aziende dell’IA e la ridefinizione degli equilibri industriali nella competizione tecnologica globale. A loro volta tornano centrali temi come il controllo umano, i limiti etici e la governance dell’intelligenza artificiale. L’intervista di Airpress al generale Fernando Giancotti
La guerra della Russia contro l’Ucraina prima e l’attacco di Hamas a Israele hanno cambiato le regole e Usa e Israele hanno risposto alzando a loro volta la posta. È un nuovo mondo dove l’Onu semplicemente non c’è più, serve un altro spazio di mediazione internazionale, che forse dovrebbe nascere sotto l’egida del Papa, una struttura diversa e distinta dalla Santa Sede e dalla sua diplomazia, ma coerente con essa
Melania Trump al Consiglio di Sicurezza Onu. Cosa significa e perché è un precedente storico
Il 2 marzo il Consiglio di Sicurezza Onu sarà presieduto, per la prima volta, da Melania Trump. Una scelta voluta da Donald Trump che inaugura una diplomazia “formato famiglia”, spostando il baricentro dalla funzione alla persona. Resta l’incognita: l’effetto mediatico basterà a produrre risultati concreti nel Palazzo di Vetro? Le riflessioni di Carlo Curti Gialdino, vicepresidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale
Meloni convoca riunione di governo, base in Kuwait colpita da un missile iraniano
L’Italia ha reagito all’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani con una linea improntata alla prudenza operativa, alla protezione dei connazionali e a un’attività diplomatica orientata alla de-escalation. La risposta di Roma si è articolata su tre livelli: coordinamento politico interno, misure di sicurezza e attivazione della rete diplomatica
Per una chirurgia plastica dei sentimenti. Ciccotti racconta Rental family
Con “Rental Family-Nelle vite degli altri” (2025), di Hikari, presentato al Festival di Roma, veniamo precipitati in una intrigante storia, tratta dalla vita quotidiana, tra Isaac Asimov e Louis Buñuel. Come affittare persone ai fini di una chirurgia plastica dei sentimenti. Un buon prodotto hollywoodiano
L'attacco Usa-Israele può ricondurre l'Iran a negoziare. Parla l'amb. Checchia
L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici iraniani segna una nuova fase di tensione nel Medio Oriente. Secondo l’ambasciatore Gabriele Checchia, l’azione era prevedibile e mira a contenere il programma missilistico e le milizie sostenute da Teheran, senza aprire necessariamente a uno scontro totale. La diplomazia resta centrale: l’Italia punta a favorire la de-escalation e il dialogo, sostenendo al contempo il popolo iraniano contro una dirigenza destabilizzante
AI tra Stato e mercato. Il nodo Anthropic secondo Picotti
Esigenze di sicurezza nazionale, individuate e declinate dallo Stato, da un lato, limiti etico-valoriali fissati dall’impresa privata dall’altro. Verso dove penderà la bilancia? L’analisi di Luca Picotti, research fellow Osservatorio Golden Power, autore di Linee invisibili (Egea) e La legge del più forte (LUP)
Iran, Trump e Netanyahu colpiscono la minaccia esistenziale. Cosa aspettarsi secondo Dentice
Trump e Netanyahu rivendicano l’operazione contro l’Iran come necessaria per neutralizzare una minaccia esistenziale e impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare, rivolgendosi anche direttamente alla popolazione iraniana. Secondo l’analista Giuseppe Dentice, l’attacco apre però scenari incerti sul “dopo”, tra rischi di escalation regionale, strumentalizzazioni politiche interne e dubbi sulla reale possibilità di indebolire un regime ancora solido
Referendum, le ragioni non condivisibili del No. L'opinione di Polillo
Nel dibattito sul referendum le critiche di Massimo D’Alema riaccendono uno scontro che va oltre l’assetto del Csm e tocca il cuore del processo penale. Il confronto si sposta sulla natura stessa del modello italiano: mantenere lo status quo o compiere fino in fondo la transizione verso un impianto accusatorio. L’opinione di Gianfranco Polillo
Ecco come cambia l’agenda sanitaria di Washington
L’agenda di Trump sembra riequilibrarsi: meno enfasi sul fronte vaccinale, più attenzione a prezzi dei farmaci e costi sanitari. Una traiettoria destinata ad avere implicazioni anche per l’ecosistema europeo delle Life science
Ayatollah nel mirino? Piani e obiettivi dell’attacco Usa-Israele all’Iran
Secondo fonti del Pentagono, riportate dalla Cnn, gli attacchi scattati oggi si protrarranno per diversi giorni. E di operazione massiccia e continua parla infatti il presidente Trump. Un attacco che si prefigge di azzerare le capacità di rappresaglia dell’Iran e molto altro. L’analisi di Gianfranco D’Anna




































































