Il referendum sulla giustizia si trasforma in un passaggio politico di prima grandezza, con quasi 30 milioni di votanti e la vittoria del fronte del No. Per Francesco Nicodemo è un voto che boccia il governo Meloni, intercetta la protesta di un Paese arrabbiato e segna l’ingresso nella campagna per le politiche, con un esecutivo ora più fragile e senza il suo presunto tocco magico
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Terre rare e Difesa. La doppia sponda australiana per l'Europa
Ursula von der Leyen, dalla sua visita nella terra dei canguri, porta a casa due importanti certezze. Tra Bruxelles e Camberra cadrà il muro dei dazi e sulla Difesa ci sarà una convergenza quanto mai preziosa di questi tempi. Tutti i dettagli
Oggi ha vinto l’Italia che c’è. Un’Italia forse anche solida, rassicurante, capace di stare in piedi senza scossoni. Ma anche un’Italia che rischia di perdere, giorno dopo giorno, la capacità di immaginare sé stessa diversa.
E questo, più del risultato in sé, è il vero nodo che la politica dovrà sciogliere
Gabbard tenta di portare In-Q-Tel sotto l’Odni, togliendolo alla supervisione della Cia. Una mossa che punta a ridistribuire l’accesso alle tecnologie tra le agenzie, ma che apre uno scontro interno tra apparati e solleva dubbi in Congresso
L’analisi del Mossad sulle possibili ricadute delle operazioni militari, e in particolare della decapitazione, sugli equilibri politici interni dell’Iran potrebbe essere stata basata in buona parte su informazioni prodotte da fonti e reti reclutate per la condotta di operazioni speciali, ovvero eliminazioni mirate, di fatto la principale attività portata avanti (con successo) dal Mossad in Iran negli ultimi 20 anni, e per questo essere stata poco accurata. Tutti i dettagli nell’edizione di Spy Games in uscita domani
Chi aiuta la difesa iraniana? Quanti indizi al Pireo
Le Guardie Rivoluzionarie sarebbero destinatarie di un carico sospetto transitato dalla Grecia. Il tema dei traffici illeciti al Pireo è corroborato da numerosi sequestri che si intrecciano ai player internazionali coinvolti e dimostrano, una volta di più, come la permeabilità delle infrastrutture logistiche mediterranee sia un elemento geopolitico che si affianca alle strategie politiche
Dossier sensibili, l’Ue taglia fuori l’Ungheria. Dietro i sospetti di fughe verso la Russia
Secondo Politico, l’Ue sta limitando in modo informale la condivisione di informazioni sensibili con l’Ungheria per timori di fughe verso Mosca. Intanto, cresce il ricorso a formati ristretti tra Paesi più allineati, segno di una fiducia sempre più fragile all’interno dell’Unione
Se il referendum rimescola le carte. Tutti i contraccolpi negli schieramenti
Agli italiani la Costituzione piace così com’è. Lo dimostra l’affluenza al voto e la netta prevalenza dei No alla riforma della giustizia del governo. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Quali vie d’uscita al peggiore shock energetico di sempre? L’opinione di Guandalini
C’è da correre con Bruxelles a trovare rapide soluzioni al caro-bollette. Lo chiedono le famiglie e le imprese che pagano a dismisura lo scoperto energia che l’Italia si trascina da tempo. L’Agenzia Internazionale dell’Energia l’ha definita la peggiore crisi da anni. L’opinione di Maurizio Guandalini
La forza morale e la politica totale. L'eredità di Pomicino secondo Zecchino
Tecnologia, spazio e industria. Urso in Turchia per rinsaldare l'asse tra Roma e Ankara
Il cuore politico del viaggio del responsabile del Mimit sarà la sessione ministeriale del Comitato Science, Technology, Innovation, Industry, Investments, al termine della quale è prevista la firma di una dichiarazione congiunta destinata a definire nuove linee di cooperazione tra Italia e Turchia, con particolare riferimento a industria, innovazione e investimenti reciproci
Stati Uniti essenziali, Cina un pericolo. Le due facce dell'export italiano
Tra le economie europee, lo scorso anno solo l’Italia ha registrato un robusto aumento delle esportazioni sul mercato americano, nonostante dazi e guerre. Una spinta che risponde anche al nome di farmaceutica. Il vero problema, semmai, viene da Oriente, con la Cina che continua a cannibalizzare il sistema produttivo tricolore
Roma e Algeri vantano già un nesso programmatico assoluto alla voce energia, lo dimostra l’interlocuzione di Eni e Snam con Sonatrach e Sonelgaz su progetti primari, come il corridoio South H2 e il nuovo cavo elettrico sottomarino Algeria-Italia. Il Piano Mattei è sempre più pendolo geopolitico, a maggior ragione in questa fase legata alla crisi iraniana. Il viaggio del premier di mercoledì prossimo servirà per confermare la partnership
Entro il 31 marzo 2026 tutte le strutture sanitarie dovranno adeguarsi ai nuovi standard del Fascicolo sanitario elettronico. Ma il punto non è solo tecnico. In un SSN segnato da cronicità, divari territoriali e bisogno crescente di continuità assistenziale, il fascicolo può diventare una vera infrastruttura solo se supera la logica dell’adempimento e viene usato per integrare dati, servizi e percorsi di cura
Il contratto da 900 milioni di dollari affidato a Hadrian racconta una priorità ormai evidente per Washington, rafforzare la base industriale che sostiene i programmi subacquei americani. Tra automazione, software e manifattura avanzata, la sfida va oltre i sottomarini e si lega alla Golden Fleet e a una modernizzazione più ampia delle forze armate. Il banco di prova sarà la capacità di trasformare visione strategica e defense tech in produzione stabile
Iran, negoziati in corso. Trump prova a rimodellare la crisi di Hormuz
Il rinvio degli attacchi da parte di Trump apre una finestra negoziale che sposta la crisi di Hormuz dalla logica militare a quella diplomatica. Nei prossimi giorni si gioca l’equilibrio tra de-escalation e ritorno alla pressione militare, mentre l’Iran consolida la sua leva sul traffico energetico globale
La Cina fugge da Wall Street. Lo scudo di Trump funziona
Nei primi mesi dell’anno, solo due società cinesi hanno azzardato la quotazione sulla principale piazza finanziaria del mondo. Erano state 19 nello stesso periodo del 2025. Merito delle maglie, sempre più stringenti, della vigilanza statunitense. Il precedente del Nasdaq
Come la guerra divide il Sud globale del mondo. L'analisi di Jaconis
Il discusso economista statunitense Jeffrey Sachs giorni fa ha proposto che proprio i Brics, di cui l’Iran è parte, intervengano come intermediari per fermare la guerra in corso. Se mai la cosa accadesse potremmo dire che un organismo del Sud Globale ha raggiunto uno degli obiettivi che più raramente questi Paesi si sono posti: quello di una maggior rilevanza diplomatica. L’analisi dell’economista Stefania Jaconis
Il puzzle della guerra contro l’Iran tra etica e politica. L'analisi di Polillo
In discussione non è la necessità di giungere alla caduta di un regime sanguinario, ma le strategie e le tattiche necessarie affinché questo si realizzi. In questo caso il dissenso nei confronti di Donald Trump è pienamente giustificato. Ma la critica deve essere quella che si rivolge ad un proprio alleato per non trasformarsi, seppure in modo inconsapevole, in supporter delle peggiori autocrazie (Russia, Cina, Iran, Corea del Nord), che dominano la scena internazionale
La società guidata da Matteo Del Fante, già azionista forte dell’ex Telecom, lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio da 10,8 miliardi per creare la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese. Ora parola al mercato
Tra urne e Hormuz, l’Italia cerca una linea. Scrive Sisci
Il referendum sulla giustizia apre una fase politica incerta, ma la vera sfida per il governo sarà sulla scena internazionale. Tra le richieste americane e le tensioni in Medio Oriente, l’Italia dovrà scegliere se restare nel mucchio o definire una linea credibile. La riflessione di Francesco Sisci
Guerra ai soldi. La dimensione finanziaria nei conflitti contemporanei
Nei conflitti contemporanei il bersaglio si estende oltre le infrastrutture militari, includendo le reti economiche e finanziarie che sostengono gli attori armati. Il caso Hezbollah mostra come il targeting finanziario sia diventato una leva strategica centrale
Diego Garcia e i missili da 4.000 km. L’Iran che non conoscevamo
Il lancio di due Irbm verso la base anglo-americana nell’Oceano Indiano non è solo un episodio bellico. È la rivelazione di una capacità strategica che ridisegna la mappa della minaccia e costringe l’Europa a fare i conti con una vulnerabilità che credeva di non avere. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
La strategia dell’ambiguità. Ankara tra Iran, Stati Uniti e Israele
La crisi tra Teheran, Washington e Tel Aviv mette alla prova l’equilibrio turco tra appartenenza occidentale, sicurezza interna e ambizione regionale
Cirino, l’Andreottiano del Regno di Napoli. Il ricordo di Pisicchio
Ci sono politici importanti che verranno ricordati per la loro capacità di visione e altri che eccelsero nel pragmatismo. Pochissimi misero insieme l’una e l’altra attitudine. Cirino Pomicino fu un pragmatico doc, che seppe annusare il tempo e dare risposte coerenti al bisogno della gente. Il ricordo di Pino Pisicchio
Teheran colpisce le Chagos, Washington e Tel Aviv rispondono su Natanz
Nel giro di poche ore il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele si estende dall’Oceano Indiano al cuore del programma nucleare iraniano. Il tentato attacco a Diego Garcia e il raid su Natanz segnano un ampliamento geografico e operativo della crisi
Phisikk du role - Il caso Delmastro e la performance di Giorgia Meloni
Torna il solito psicodramma di una irriducibile solitudine della Meloni. Si dice: “lei sa fare il suo mestiere ma non è così con chi le sta attorno”. C’è una verità in questo, ma occorre assumerla fino in fondo. L’opinione di Pino Pisicchio
Trump, Hormuz e il suicidio dell'Europa. La lettura del prof. Carinci
Secondo Franco Carinci il rifiuto dell’Europa di sostenere un intervento Nato nello stretto di Hormuz è un errore strategico che rischia di condannarla all’irrilevanza. Quel “no”, conclude, equivale a un vero e proprio suicidio politico, destinato a pesare al tavolo della pace
La sovranità digitale non si costruisce alzando muri. La riflessione di Ascani
Gli Usa spendono nell’innovazione quasi 700 miliardi di dollari in un solo anno, il mercato cinese punta a un valore di 1400 miliardi entro il 2030. L’Ue? Avanza ancora timidamente, con risorse che – seppur in aumento – continuano a essere esigue. L’analisi di Anna Ascani, vice presidente della Camera dei deputati




































































