Uno scontro che riflette due visioni opposte del potere: la semplificazione di Donald Trump contro l’universalismo di Papa Leone XIV. Per Pasquale Annicchino, è un confronto amplificato dai media e radicato in una tensione più profonda tra logiche nazionali e missione globale, con ricadute anche sul posizionamento italiano
GALLERIE FOTOGRAFICHE
Sull'energia la fine del tunnel è lontana. Torlizzi legge la crisi di Hormuz
Se davvero gli Stati Uniti vogliono sminare lo stretto che tiene in ostaggio il mondo, bisogna mettere in conto che ci vorranno settimane. Il guaio è che la crisi energetica viaggia a una velocità di gran lunga maggiore. E attenzione agli alleati degli Usa che guardano alla Cina. Conversazione con l’economista e fondatore di T-Commodity, Gianclaudio Torlizzi
Gli under 30 sono circa un milione e mezzo, oltre il 12% dell’elettorato, traino delle vittorie del Fidesz nel 1998 e nel 2010 sicuramente, ora mobilitati come forse successe proprio al tempo della caduta del regime comunista (dove i “giovani liberali” del Fidesz si raggruppavano intorno al giovane liberale Orbàn), in un clima di grandi aspettative e speranze, per i quali una cosa è certa: loro sono tornati in Europa, e questo per la festa basta e avanza. L’analisi di Andrea Carteny, docente di Relazioni internazionali alla Sapienza di Roma
Messaggio del Vangelo che non deve essere abusato, troppi innocenti che sono stati uccisi, e poi, non certo meno importante, promozione del multilateralismo. I termini della risposta a stretto giro di posta confermano che la Chiesa, ultima istituzione globale presente e attiva nel mondo, parla come tale e con un’autorità morale che sembra proprio sempre più andare al di là dei suoi confini. Non a caso il papa usa un’altra parole chiave, “dialogo”
Il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz segna una brusca escalation contro l’Iran, sollevando interrogativi sulla sua efficacia e sui rischi globali. Emergono due punti di vista differenti: Giorgio Cafiero (Gulf State Analytics) avverte dei rischi di escalation e della fragilità della deterrenza, mentre Zineb Riboua (Hudson Institute) vede un Iran indebolito sotto crescente pressione americana
Gli effetti di Hormuz, si accelera su Yamal e EastMed?
Il punto di partenza per i futuri ragionamenti passa da una considerazione di fondo: il Mediterraneo orientale si trova al centro di una grande trasformazione energetica su scala globale, che se fosse stata sufficientemente programmata avrebbe potuto (come fatto dal Tap durante la crisi ucraina) limitare i danni della crisi a Hormuz. Di contro l’Artico è centro gravitazionale delle (non troppo) future scelte
Il blocco di Hormuz è una mossa che guarda a Pechino. L’analisi di Caruso
I colloqui di Islamabad si sono conclusi senza accordo, ma non senza significato. Ventuno ore di negoziati nell’albergo Serena della capitale pakistana – il più alto livello di contatto diretto tra Washington e Teheran dalla rivoluzione del 1979 – si sono chiuse domenica mattina con la dichiarazione del vicepresidente JD Vance: l’Iran ha scelto di non accettare i termini americani. Un esito che era nell’aria, ma che rivela dinamiche più profonde di quanto non appaia. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
L’Ungheria ci racconta un modo in cui le democrazie liberali si difendono. L'analisi di Sterpa
Affluenza record e voto “contro” un modello illiberale: in Ungheria i cittadini rimettono al centro costituzionalismo e libertà. Vince un’offerta nuova, moderata e credibile, non una coalizione artificiale. Il segnale chiaro è che le democrazie liberali si difendono quando tornano a parlare alle persone. L’analisi di Alessandro Sterpa (UniTus)
Colmare il gap infrastrutturale per guidare l’IA. Cosa dice lo studio Ispi-Deloitte
Il divario tra i Paesi ricchi e quelli a basso reddito è troppo ampio, sottolineano gli esperti. Senza ridurlo in tempi relativamente brevi, si potrebbe innescare un circolo vizioso per cui la situazione può peggiorare ancora. Cosa emerge dal paper “Innovation and Emerging Technologies: from Progress to Prosperity”, realizzato da Ispi e dal Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte Italia
La visita di Cheng a Pechino? Vittoria cinese nel campo dell’informazione. Parla Insisa
Tra Cina, Usa e Iran. La sfida storica della farmaceutica italiana
Da una parte il rullo compressore cinese, che rischia di vanificare gli sforzi fin qui effettuati da un’industria considerata da sempre un’eccellenza tutta italiana. Dall’altra la crisi iraniana e le sue conseguenze nefaste sul prezzo di materie prime e prodotti finali. Per questo per le imprese del farmaco è tempo di risposte certe, anche dall’Europa. Spunti, riflessioni e speranze dall’evento organizzato a Roma da Farmindustria
Fede tollerante e fondamentalismo dogmatico. Quale frattura secondo Mayer e Fargion
Ispirandosi a ciò che ci hanno insegnato quattro grandi rivoluzioni (inglese, americana, francese e indiana) la politica può rifondare la sua missione in nome dei valori della libertà, del contrasto alle disuguaglianze, della tolleranza e della fraternità. Per questo le parole di Papa Leone si distanziano anni luce dalla concezione della religione come “oppio dei popoli” e danno un contributo prezioso per costruire una politica che parli al cuore di credenti e non credenti. L’opinione di Marco Mayer e Valeria Fargion
La nomina di Pasqualino Monti alla guida di Terna apre una fase nuova per il gruppo in un momento decisivo per il sistema energetico italiano. Il suo profilo, maturato tra reti, logistica e grandi infrastrutture pubbliche, accompagna un’azienda chiamata a sostenere la transizione energetica, rafforzare la sicurezza del sistema e accelerare gli investimenti necessari ad adattare la rete alla nuova domanda elettrica
Dal maggio 2023 è presidente di Trenitalia, incarico che ne ha consolidato il profilo nei vertici delle grandi partecipate. Siede inoltre nel consiglio di amministrazione del gruppo Cassa Depositi e Prestiti
La società che nel 2024 ha acquisito la rete da Tim e controllata dal fondo americano Kkr pubblica la sua prima rendicontazione Esg. Capitale umano al centro e taglio delle emissioni oltre le aspettative
Ets, consumi e scorte. Il piano europeo per salvare le imprese
Dopo aver tentennato per settimane e pressata dall’Italia, ora l’Europa batte finalmente un colpo. La prossima settimana von der Leyen proporrà ai Paesi membri una serie di provvedimenti per attutire l’urto della crisi energetica, accogliendo anche le istanze italiane per una revisione della tassazione sul carbone. Ma sul Patto di stabilità nessuna marcia indietro
Libia, il Mediterraneo e la guerra nell’ombra. Gli interessi italiani secondo Caruso
L’inchiesta di Radio France Internationale del 3 aprile 2026 ha squarciato il velo su una realtà che i governi coinvolti preferivano tacere: oltre 200 militari ucraini sono dispiegati in Libia occidentale, con il consenso esplicito del governo di Tripoli, e da basi libiche vengono lanciati droni navali contro le petroliere della shadow fleet russa nel Mediterraneo. La notizia non è un fatto isolato. È il sintomo visibile di una partita geopolitica più profonda. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Le elezioni in Ungheria e il dualismo tra le due destre europee. La riflessione di Ippolito
Le elezioni in Ungheria hanno segnato una svolta politica che va oltre i confini nazionali. La fine del lungo ciclo di Viktor Orbán e il successo di una nuova leadership conservatrice riportano al centro il confronto tra diverse visioni della destra europea e del ruolo dell’Ungheria nel continente
Il richiamo del papa al welfare generativo rilancia la missione sociale dell’Inps
L’udienza con Papa Leone XIV rilancia il ruolo sociale e intergenerazionale dell’Inps. Un richiamo forte al welfare generativo che, come ha sottolineato il presidente Fava, deve saper andare “oltre il bisogno immediato: non solo proteggere, ma rendere possibile, creando futuro e coesione sociale”
La vittoria di Péter Magyar alle elezioni nazionali segna una svolta storica in Ungheria terminando nei fatti la parabola orbaniana. Ottenuta la “super maggioranza” necessaria per rimettere Budapest in una cornice istituzionale liberaldemocratica, il Paese è destinato a profondi cambiamenti che avranno ripercussioni a livello regionale ed europeo. L’analisi di Lorenzo Avesani (geopolitica.info)
Il cambio governo dell’Ungheria coinvolge tutta l’Europa. Ecco perché secondo D'Anna
Evidente e consequenziale, l’impatto continentale delle elezioni ungheresi modifica profondamente gli assetti comunitari, gli stessi equilibri interni in vari Paesi e i rapporti internazionali dell’Unione. Ma la rivoluzione più profonda è quella che sta per essere attuata a Budapest. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Presidenziali in Perù. Chi andrà al ballottaggio
Ci sono state molte irregolarità che compromettono il conteggio finale, ma molto probabilmente saranno due candidati di destra (Fujimori e López Aliaga) a contendersi la presidenza del Paese sudamericano. Chi vincerà diventerà il nono presidente del Perù negli ultimi 10 anni
Il governo va avanti (senza alchimie). Speranzon smonta le illusioni delle sinistre
“Sbaglia il centrosinistra a illudersi che nelle urne referendarie sia nata l’alternativa al centrodestra. La crisi richiede competenza, autorevolezza e pragmatismo di valutazioni e scelte. Meloni nel Golfo e in Algeria per perorare le nostre esigenze di approvvigionamento energetico. Sì alla sospensione del patto di stabilità”. Conversazione con il vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon
Iran-Usa, tregua in bilico. Washington annuncia il blocco navale a Hormuz
Il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad apre a una nuova fase di escalation, con Washington che annuncia un blocco navale. La tregua vacilla mentre lo Stretto di Hormuz torna al centro di una crisi a rischio globale
Imprese di Stato cinesi e cattura dei mercati africani. Ecco cosa significa per il Piano Mattei
Le imprese statali cinesi non si limitano a costruire strade e ferrovie in Africa. Stanno ridisegnando i mercati e, sempre più, l’ambiente politico dei Paesi in cui operano. Ecco cosa dice un rapporto pubblicato di recente dall’Africa Center for Strategic Studies
Così la guerra in Iran crea crepe tra Trump e Vaticano
La guerra in Iran apre una frattura crescente tra Trump e il Vaticano, divisi tra logica militare e criteri etici sulla legittimità del conflitto. La convergenza tra Papa e parte dell’episcopato Usa segnala un dissenso più ampio, con implicazioni anche sul piano politico interno americano
La sicurezza cognitiva come nuova frontiera strategica
Quando la realtà condivisa si frammenta, il problema non è più solo informativo: diventa una vulnerabilità strategica. Correggere singoli messaggi non basta. Serve una capacità pubblica di osservazione e intervento sull’ecosistema cognitivo, quello che oggi manca. L’analisi di Antonio Scala, dirigente di ricerca presso l’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr
Le ragioni di Giancarlo Giorgetti e i torti della Commissione europea. Scrive Polillo
Ci sono ragioni oggettive dietro la richiesta del ministro dell’Economia di pensare a una deroga dal “Patto di stabilità” – nel caso in cui la crisi internazionale dovesse aggravarsi – che bisognerebbe prendere in considerazione. Sempre che la Ue voglia dimostrare, con i fatti, che le continue accuse di Donald Trump nei suoi confronti sono infondate. Il commento di Gianfranco Polillo
L'Ue apre alla sospensione del patto di stabilità per la crisi a Hormuz?
Giorgia Meloni lo aveva chiesto intervenendo in Parlamento e anche il vicepresidente della Commissione Stephane Séjourné non lo ha escluso se la situazione dovesse peggiorare. Lo chiede la ragionevolezza dei numeri: la metà dei 27 Stati membri del blocco supera attualmente il tetto fiscale del 3%, in 13 superano la soglia del debito del 60%. La chiusura di Hormuz non potrà essere assorbita alle attuali condizioni, ma si renderà necessario una manutenzione straordinaria




































































