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L'Occidente diviso è un regalo a Mosca. Meloni incontra Zelensky

“A fianco di Kyiv, del suo popolo e delle sue istituzioni”, rivendica Meloni, certa che sostenere l’Ucraina non sia solamente “un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso più ampio del termine”

Giorgetti a Washington. Ecco come si ricalibra la relazione Italia-Usa

La visita di Giorgetti a Washington conferma la solidità della relazione Italia–Usa, sempre più guidata da industria, tecnologia e sicurezza economica: tra tensioni politiche e trasformazioni globali, sono le supply chain, gli investimenti e le catene del valore a ridefinire in chiave strategica il legame transatlantico. Ecco cosa ha detto all’evento organizzato da Decode39 e ospitato al Wilson Center

Sicurezza economica e visione comune. 165 anni di relazione Usa-Italia oltre le divergenze

Decode39 co-organizza al Wilson Center un evento per i 165 anni delle relazioni Italia-USA, in occasione della visita a Washington del ministro Giancarlo Giorgetti. Industria, tecnologia e politica si intrecciano in un confronto che riflette le nuove tensioni e il riequilibrio del rapporto transatlantico

Hayi e l'ibridazione del terrorismo in Europa

Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (Hayi), ha rivendicato una serie di attacchi a bassa intensità contro obiettivi ebraici in Europa. Episodi con danni limitati ma forte impatto simbolico, diffusi e amplificati attraverso canali vicini all’ecosistema filo-iraniano. Le dinamiche operative e di propaganda indicano un possibile modello di ibridazione del terrorismo in Europa: azioni semplici, esecutori locali e massima ambiguità

Nel 2025 l’Estonia ha individuato un numero record di collaboratori legati alla Russia, secondo il rapporto dell’intelligence nazionale – Kaitsepolitseiamet (Kapo). Crescono le minacce ibride, tra disinformazione, sabotaggi e operazioni condotte anche tramite civili. Sotto osservazione il caso di Narva, al centro di una campagna online filorussa

Il politico e il pontefice, due Americhe da non confondere. La riflessione di Volpi

Di Raffaele Volpi

Due figure lontane per stile e visione incarnano oggi due traiettorie profonde degli Stati Uniti. Da un lato una potenza che rinegozia equilibri e alleanze in chiave competitiva, dall’altro una voce che propone un orizzonte di responsabilità e relazione. Non è uno scontro tra individui, ma tra modelli politici e culturali radicati. Per l’Europa, e per il Mediterraneo in particolare, distinguere queste due Americhe diventa una necessità strategica. L’analisi di Raffaele Volpi

L’Europa si prepara a difendersi da sola. Ecco come

La minaccia di Donald Trump e le crisi recenti hanno riattivato un dibattito mai sopito. L’Europa studia una risposta concreta per garantire sicurezza e continuità operativa. Senza però voler causare ulteriori tensioni con il partner di oltreoceano

Dopo la Russia, l'Iran. Il grande gioco degli asset congelati

Sono oltre 100 i miliardi di beni riconducibili all’Iran sui conti correnti sparsi per il mondo e messi sotto chiave dagli Stati Uniti. Soldi ai quali un Paese in costante rischio svalutazione non può rinunciare. Per questo i fondi di Teheran sono una nuova leva negoziale

Tra Casa Bianca e Vaticano un cortocircuito senza precedenti. Parla Faggioli

Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone XIV rivela una frattura profonda tra politica e religione in Occidente. Non è solo personale, ma segna un cambio nei rapporti tra Stati Uniti e Vaticano, con un Papa più assertivo e un’America sempre più identitaria. Sullo sfondo, l’Africa emerge come area chiave per il futuro della Chiesa. Conversazione con Massimo Faggioli, docente di Teologia al Trinity College di Dublino, tra i più attenti osservatori delle dinamiche ecclesiali e transatlantiche

INTERVISTE

Meloni ha avuto coraggio a difendere Leone XIV. Orsina spiega perché

Meloni ha avuto coraggio a difendere il Papa, dice a Formiche.net il prof. Giovanni Orsina, direttore del dipartimento di scienze politiche presso l'Università Luiss-Guido Carli di Roma, certo che nelle relazioni internazionali i punti di caduta possono essere i più vari e si può anche tornare indietro, però mi pare ...

Più Europa nella Nato rafforza il legame atlantico. Parla Calovini

Il confronto su una Nato più europea sta entrando in una fase più concreta, tra la necessità di rafforzare il contributo del continente e l’esigenza di preservare la tenuta del legame con Washington. In questa conversazione Giangiacomo Calovini, membro dell’Assemblea parlamentare della Nato e deputato di Fratelli d’Italia, spiaga quali margini abbia oggi l’Europa per assumere maggiori responsabilità dentro l’Alleanza e quale spazio possa ritagliarsi l’Italia

Nato, Africa e Cina. L'agenda Tajani e la strategia italiana

Dalla conferenza di Berlino il ministro egi esteri sgombra il campo dalla ventilata crisi della Nato (“non è in crisi, ci sono delle divergenze di opinioni tra Stati Uniti ed Europa”). Un ritiro degli Usa dalla Nato? “Al momento non risulta. Bisogna chiederlo agli Stati Uniti, noi crediamo fortemente nella Nato, l’Iran non è area di competenza dell’Alleanza atlantica, quindi non siamo intervenuti”.

La partita invisibile dell’intelligenza artificiale. L'AI act muove i primi passi

Di Ivan Notarangelo

L’entrata in vigore dell’AI Act e i primi passi della normativa italiana aprono una fase decisiva, ma non risolutiva. La questione centrale riguarda il controllo della conoscenza e la capacità di governare gli strumenti cognitivi. Tra educazione, patrimonio culturale e infrastrutture europee si gioca una partita che supera la dimensione tecnologica. Sullo sfondo, il tema della sovranità cognitiva e il ruolo dell’Italia in un ecosistema ancora frammentato

Non solo Mosca. La pista cinese dietro l'apparato bellico di Teheran

Un’inchiesta del Financial Times rivela l’impiego da parte dell’Iran di un satellite commerciale cinese per monitorare basi e infrastrutture nel Golfo. Un salto tecnologico che apre anche degli interrogativi sul ruolo di Pechino nel conflitto e, più in generale, nel sistema internazionale

Lo scontro tra Trump, Meloni e il Papa evidenzia tensioni e differenze di visione nella politica internazionale. L’Italia, attenta al sentire dei cittadini, richiama prudenza, rispetto del diritto e dialogo multilaterale, riaffermando una linea autonoma ma responsabile nei rapporti con gli alleati

Vi spiego come Bezos sta sfidando Musk sulla connettività satellitare. Parla Spagnulo

Con un’operazione da oltre 11 miliardi, Amazon ha ufficialmente lanciato la sua sfida a Starlink sulla connettività satellitare. Il confronto tra Jeff Bezos ed Elon Musk va oltre le costellazioni in orbita e investe l’integrazione con le reti terrestri, mettendo sotto pressione anche gli operatori telefonici. Sullo sfondo emerge il ritardo europeo, frutto di scelte industriali mancate, mentre Stati Uniti e Cina consolidano modelli opposti ma ugualmente efficaci. Una partita ancora aperta, ma con margini sempre più ristretti per chi è rimasto indietro. L’intervista di Airpress a Marcello Spagnulo

A cento anni dall'impresa del Norge l’Italia riscopre Nobile e guarda all’Artico

Il centenario del volo del Norge offre l’occasione per riportare Umberto Nobile dentro una riflessione più ampia sul ruolo italiano negli ambienti polari. Nell’iniziativa promossa dall’Aeronautica militare, il richiamo alla storica impresa si intreccia con il valore crescente dell’Artico, oggi sempre più rilevante sul piano scientifico, tecnologico e strategico

L'Iran sgambetta la Cina. Gelata sull'export cinese

A marzo le vendite all’estero sono crollate, a dispetto di previsioni molto più ottimistiche degli analisti. Colpa della chiusura dello stretto di Hormuz, che non risparmia nemmeno il Dragone. Il quale alla fine si scopre esposto alla crisi iraniana tanto quanto il resto del mondo

A proposito della disputa fra il Vaticano e la Casa Bianca. Gli appunti di Franco Carinci

Di Franco Carinci

Un Iran con la bomba atomica darebbe vita ad un continuo equilibrio del terrore. Mi chiedo se alla fine, quando ogni altra strada si sia rivelata impraticabile, sia giustificabile una iniziativa bellica; e se, nella perdurante paralisi di chi se ne dovrebbe far carico, sia comprensibile una guerra condotta da chi è in grado di farlo. La riflessione del Prof. Carinci

GLI SPECIALI

Il punto centrale è proprio questo: oggi il sistema economico premia chi sostituisce lavoro umano, ma scarica sulla collettività i costi sociali di quella scelta. Se un’azienda automatizza e licenzia, riduce il costo del lavoro e aumenta i margini. Ma lo Stato perde contributi, aumenta la spesa sociale e deve gestire disoccupazione e riqualificazione. Uno squilibrio non più sostenibile. L’intervento di Simone Billi, eletto per il centrodestra nella circoscrizione estero-Europa e presidente del Comitato sugli italiani nel mondo

VIDEO

Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo

Da Mosca a Roma, cosa ha chiesto Formiche.net ai vertici dell’intelligence. Il video

Monaco, Nato e industria della difesa. Flavia Giacobbe ospite a Omnibus. Il video

Milano Cortina, uno sguardo internazionale. Intervista a Douglass Benning e Jay Carney

Turismo, infrastrutture e benefici per la città. Milano Cortina raccontata da Daniela Santanchè, Luca Squeri e Martina Riva

Milano Cortina tra legacy, opportunità e territorio. Intervista a Diana Bianchedi, Stefano Locatelli e Luca Toccalini

Vertice Ue, l’Italia al centro della sfida sulla competitività? Flavia Giacobbe a Coffee break

Crescita e investimenti nelle start up con scopo strategico. La scelta di Ferrovie spiegata da Pietrucci

Perché un conservatore non può essere d'accordo con Trump

Un vero conservatore è chiamato a riscoprire la prudenza come virtù cardinale della politica. La prudenza non è timore o indecisione, ma la capacità della ragione di operare nel reale secondo giustizia. Essa è l’unico antidoto alla follia di chi, come Trump, sembra voler trasformare la presidenza in una sorta di monarchia assoluta e dispotica, una deriva che ha giustamente sollevato le proteste in tutta l’America e in tutta l’Europa sanamente conservatrice. Il commento di Benedetto Ippolito

Le quattro proposte di Xi per la pace di Hormuz

Le quattro proposte di Xi per il Golfo arrivano mentre Lavrov è a Pechino, segnalando una convergenza sino-russa sulla crisi di Hormuz. Pechino si propone come attore stabilizzatore, ma resta ambigua tra diplomazia e interessi strategici legati all’Iran

Tra Cina, Usa e Iran. La sfida storica della farmaceutica italiana

Da una parte il rullo compressore cinese, che rischia di vanificare gli sforzi fin qui effettuati da un’industria considerata da sempre un’eccellenza tutta italiana. Dall’altra la crisi iraniana e le sue conseguenze nefaste sul prezzo di materie prime e prodotti finali. Per questo per le imprese del farmaco è tempo di risposte certe, anche dall’Europa. Spunti, riflessioni e speranze dall’evento organizzato a Roma da Farmindustria

Fede tollerante e fondamentalismo dogmatico. Quale frattura secondo Mayer e Fargion

Di Marco Mayer e Valeria Fargion

Ispirandosi a ciò che ci hanno insegnato quattro grandi rivoluzioni (inglese, americana, francese e indiana) la politica può rifondare la sua missione in nome dei valori della libertà, del contrasto alle disuguaglianze, della tolleranza e della fraternità. Per questo le parole di Papa Leone si distanziano anni luce dalla concezione della religione come “oppio dei popoli” e danno un contributo prezioso per costruire una politica che parli al cuore di credenti e non credenti. L’opinione di Marco Mayer e Valeria Fargion

Pacchetto sovranità rinviato. L'Europa tra Cada, Chips Act 2 e il dilemma dell'effective control

Il pacchetto, che comprende il Cloud and AI Development Act (Cada), il Chips Act 2, una strategia sull’open-source e una roadmap per la digitalizzazione del settore energetico, era atteso per il 25 marzo, è stato spostato al 15 aprile, ora è calendarizzato per il 27 maggio. La Commissione Virkkunen non ha ancora risolto il nodo politico più delicato dell’intero mandato: cosa significa, in termini giuridici e industriali, “European effective control” sulle infrastrutture digitali critiche. L’intervento di Rosario Cerra, fondatore e presidente del Centro Economia Digitale

Gli effetti di Hormuz, si accelera su Yamal e EastMed?

Il punto di partenza per i futuri ragionamenti passa da una considerazione di fondo: il Mediterraneo orientale si trova al centro di una grande trasformazione energetica su scala globale, che se fosse stata sufficientemente programmata avrebbe potuto (come fatto dal Tap durante la crisi ucraina) limitare i danni della crisi a Hormuz. Di contro l’Artico è centro gravitazionale delle (non troppo) future scelte

L’Ungheria ci racconta un modo in cui le democrazie liberali si difendono. Il commento di Sterpa

Di Alessandro Sterpa

Affluenza record e voto “contro” un modello illiberale: in Ungheria i cittadini rimettono al centro costituzionalismo e libertà. Vince un’offerta nuova, moderata e credibile, non una coalizione artificiale. Il segnale chiaro è che le democrazie liberali si difendono quando tornano a parlare alle persone. L’analisi di Alessandro Sterpa (UniTus)

Chi è Pasqualino Monti, il nuovo amministratore delegato di Terna

La nomina di Pasqualino Monti alla guida di Terna apre una fase nuova per il gruppo in un momento decisivo per il sistema energetico italiano. Il suo profilo, maturato tra reti, logistica e grandi infrastrutture pubbliche, accompagna un’azienda chiamata a sostenere la transizione energetica, rafforzare la sicurezza del sistema e accelerare gli investimenti necessari ad adattare la rete alla nuova domanda elettrica

Il blocco di Hormuz è una mossa che guarda a Pechino. L’analisi di Caruso

Di Ivan Caruso

I colloqui di Islamabad si sono conclusi senza accordo, ma non senza significato. Ventuno ore di negoziati nell’albergo Serena della capitale pakistana – il più alto livello di contatto diretto tra Washington e Teheran dalla rivoluzione del 1979 – si sono chiuse domenica mattina con la dichiarazione del vicepresidente JD Vance: l’Iran ha scelto di non accettare i termini americani. Un esito che era nell’aria, ma che rivela dinamiche più profonde di quanto non appaia. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

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