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Tra interessi economici e cautela militare. La prospettiva russa sulla crisi in Iran

Condanne dure ma nessun intervento militare. La crisi iraniana rivela il carattere transazionale della relazione russo-iraniana e i possibili contraccolpi per il Cremlino tra corridoi logistici, energia e reputazione internazionale

Perché l’escalation iraniana nel Golfo è una mossa controproducente. L’analisi di Allouch

Secondo l’analista Mahmoud Allouch, l’escalation iraniana contro obiettivi legati agli Stati Uniti nel Golfo nasce dalla percezione di una battaglia esistenziale, ma rischia di rivelarsi strategicamente controproducente e di isolare ulteriormente Teheran

Non meno rinnovabili, ma un nuovo modello di rinnovabili. La riflessione di Atelli

L’energia è, nella contemporaneità, questione non semplicemente di competitività del sistema economico italiano, ma di sicurezza nazionale. Occorre poter disporre, stabilmente, di energia nella quantità che occorre, e a un prezzo sostenibile. Non meno. Ma fin quando il nostro approvvigionamento sarà, come oggi, fortemente dipendente da petrolio e gas altrui, per giunta transitanti in aree geopoliticamente instabili, il rischio non è solo di averne a un prezzo non sostenibile. È, anche, di non averne abbastanza. L’intervento di Massimiliano Atelli

Iran, e adesso cosa succede? Le ipotesi dell'amb. Castellaneta

Un Iran libero, in grado di rientrare nel consesso internazionale e di creare una cornice di sicurezza allargata nell’intero Medio Oriente, sarebbe un obiettivo gradito non solo da Israele ma in tutta l’area mediorientale e mediterranea. Anche per l’Europa questa situazione potrebbe essere estremamente vantaggiosa, consentendo di riallacciare rapporti economici che una volta erano strategici per entrambe le parti. Gli scenari di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore in Iran e poi Stati Uniti

La struttura di controllo dell’Iran è abituata a mantenere l’ordine pubblico anche con brutalità, come dimostrano le migliaia di giovani dimostranti uccisi dalle Forze di Sicurezza, cioè dai Pasdaran e dai loro ausiliari. Entrambi non lottano solamente per il potere, ma anche per il benessere e sicuramente non sono disponibili a cederlo senza forti resistenze. Il punto più debole della strategia di Trump e di Israele consiste nel fatto che non si vede quali possano essere gli sbocchi definitivi della crisi. L’analisi del generale Carlo Jean 

La terza Guerra del Golfo è già regionale. Preziosa spiega perché

Se questa è davvero la terza Guerra del Golfo, essa non replica le dinamiche del 1991 o del 2003. Non è guerra di occupazione né di mobilitazione di massa. È una guerra di precisione e di soglia, condotta attraverso missili, droni, cyber-operazioni e sistemi di allerta e risposta accelerata. L’analisi del generale Pasquale Preziosa, già capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, membro esperto del Comitato scientifico Eurispes

Decapitato il regime iraniano, quali conseguenze nel lungo periodo? Gli scenari secondo Bozzo

Che gli attacchi mirati alla leadership siano visti con favore da parte della popolazione, come dimostrerebbero tante immagini provenienti dal Paese, e possano dare impulso a un regime change è quanto auspica il presidente americano e sperano gli israeliani. D’altro canto, la forza militare e il rilievo economico dei Pasdaran è un altro e diverso dato di fatto, al pari dell’assenza di una vera, solida rete di forze politiche di opposizione

La sconfitta dell'estremismo islamico e tre prospettive per l'Iran. L'analisi di Sisci

La guerra della Russia contro l’Ucraina prima e l’attacco di Hamas a Israele hanno cambiato le regole e Usa e Israele hanno risposto alzando a loro volta la posta. È un nuovo mondo dove l’Onu semplicemente non c’è più, serve un altro spazio di mediazione internazionale, che forse dovrebbe nascere sotto l’egida del Papa, una struttura diversa e distinta dalla Santa Sede e dalla sua diplomazia, ma coerente con essa

Anthropic, i dilemmi dell’IA e le lezioni per l’Italia. La versione del gen. Giancotti

Il braccio di ferro tra il Pentagono e Anthropic segna uno sviluppo senza precedenti nel rapporto tra l’apparato militare statunitense e la Silicon Valley. Pesano le implicazioni politiche, il posizionamento strategico delle aziende dell’IA e la ridefinizione degli equilibri industriali nella competizione tecnologica globale. A loro volta tornano centrali temi come il controllo umano, i limiti etici e la governance dell’intelligenza artificiale. L’intervista di Airpress al generale Fernando Giancotti

INTERVISTE

Vi spiego le implicazioni strategiche della morte di Ali Khamenei. Parla il prof. Teti

Trump ieri sera ha confermato la morte della Guida Suprema dell'Iran Khamenei, ucciso durante l'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele sferrato ieri mattina. "Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e ...

Una task force per gli italiani in Iran e domani Tajani in Aula. Le mosse della Farnesina

Dopo i raid Usa-Israele e la rappresaglia iraniana nel Golfo, l’Italia attiva una Task Force per assistere i circa 21mila connazionali tra Emirati e area limitrofa. Linee consolari potenziate e coordinamento rafforzato, mentre Tajani domani riferirà in Aula sulle iniziative del governo

Phisikk du role - A Sanremo ha vinto Tony Pitony

Da sempre l’Ariston rappresenta il luogo dove star e meteorine s’avvicendano senza criterio. Da qualche tempo la seconda categoria stellare sopravanza la prima, ma è un dettaglio: da quando gli album non si comprano più e la musica si può cliccare  gratis anche soltanto per curiosità, un giro di valzer lo fanno più o meno tutti. Il che non basta per diventare danzatori provetti… La rubrica di Pino Pisicchio

Usa-Israele, fino a dove arriverà l’escalation in corso

Di Marco Vicenzino

Gli attacchi coordinati di Usa e Israele in Iran segnano il superamento di una soglia strategica: non l’inizio di una nuova guerra, ma l’evoluzione di un conflitto che dal 2023 erode deterrenza e tabù. Washington entra in prima linea, con effetti su mercati energetici, coesione atlantica e postura globale. Il rischio vero è la normalizzazione dell’escalation in un sistema frammentato, dove le soglie diventano elastiche e gli errori più probabili. Il commento di Marco Vicenzino 

Medio Oriente in fiamme. Obiettivi militari (e non solo) dell'attacco all'Iran

L’Operazione “Epic Fury” e il “Ruggito del Leone” riscrivono gli equilibri geopolitici globali. Oltre 200 morti, lo Stretto di Hormuz chiuso, Khamenei ucciso. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

Un’ondata senza precedenti di attacchi iraniani ha infranto la sicurezza del Golfo, esponendo hub economici e rotte energetiche globali a rischi diretti e ridefinendo gli equilibri regionali. Secondo Cinzia Bianco (Ecfr), le monarchie avevano cercato di evitare il conflitto, ma ora rischiano di essere trascinate tra escalation iraniana e pressione nel sostenere apertamente le operazioni Usa

Vi spiego le implicazioni strategiche della morte di Ali Khamenei. Parla il prof. Teti

“L’Iran è un attore chiave nello scacchiere mediorientale. Un vuoto di leadership potrebbe temporaneamente rallentare la proiezione esterna di Teheran, ma non necessariamente indebolirla strutturalmente. Le reti di influenza in Libano, Siria, Iraq e Yemen sono ormai istituzionalizzate. Il punto critico riguarda la deterrenza verso Israele e il rapporto con le monarchie del Golfo”. Intervista al professor Antonio Teti, esperto di intelligence, cybersecurity e intelligenza artificiale, docente dell’Università G. d’Annunzio

Peace through commerce, per un nuovo ordine mondiale basato sulle regole

Dopo i raid di Stati Uniti e Israele in Iran, il “peace through commerce” rappresenta la leva per un ordine internazionale fondato su regole e interdipendenza economica. Il commento di Simone Crolla, managing director di Amcham

Le Pen, AfD e la crescita dei partiti nazionalisti in Europa. L'analisi di Petrolo

Di Domenico Petrolo

Domenico Petrolo, nel suo ultimo volume “La stagione dell’identità. Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare”, FrancoAngeli – di cui pubblichiamo un estratto – analizza, tra gli altri temi, l’impatto della questione dell’immigrazione sui partiti identitari a livello europeo. In Germania, in particolare, l’Alternative fur Deutschland, fondato nel 2013 da accademici tedeschi come partito principalmente euroscettico, cambia pelle nel luglio del 2015 quando prevale la sua ala più nazionalista e populista, trasformandolo in un partito anti-immigrazione e xenofobo

Legge elettorale, adesso può funzionare. Il commento di Merlo

Si tratta di una proposta, quella presentata dalla maggioranza di governo che, tutto sommato, coglie alcuni aspetti decisivi ed essenziali del nostro sistema politico. E questo perché la sfida di fondo è sempre una sola. Ovvero, come conservare la presenza politica e culturale dei partiti e, al contempo, costruire coalizioni che siano il più possibile esenti e immuni dalla tentazione trasformistica e opportunistica

GLI SPECIALI

Dal Teatro Sannazaro al Museo della Sibaritide fino alla Torre dei Conti, l’ultimo anno ha messo a nudo la vulnerabilità del patrimonio culturale italiano di fronte a eventi straordinari. Potrebbe essere utile l’attivazione di un’Agenzia per la gestione delle emergenze derivanti da calamità naturali o antropiche da incardinare all’interno del ministero della Cultura. Un soggetto organizzativo che, in caso di calamità, possa attivare una procedura basata su accordi già sviluppati con soggetti pubblici e privati. La proposta di Stefano Monti

VIDEO

Monaco, Nato e industria della difesa. Flavia Giacobbe ospite a Omnibus. Il video

Milano Cortina, uno sguardo internazionale. Intervista a Douglass Benning e Jay Carney

Turismo, infrastrutture e benefici per la città. Milano Cortina raccontata da Daniela Santanchè, Luca Squeri e Martina Riva

Milano Cortina tra legacy, opportunità e territorio. Intervista a Diana Bianchedi, Stefano Locatelli e Luca Toccalini

Vertice Ue, l’Italia al centro della sfida sulla competitività? Flavia Giacobbe a Coffee break

Crescita e investimenti nelle start up con scopo strategico. La scelta di Ferrovie spiegata da Pietrucci

Formazione e sguardo all’estero per una PA più competitiva. Intervista a Sergio Strozzi

Stimolare la conoscenza per migliorare la PA. Intervista al commissario Fabrizio Curcio

Ayatollah nel mirino? Piani e obiettivi dell’attacco Usa-Israele all’Iran

Secondo fonti del Pentagono, riportate dalla Cnn, gli attacchi scattati oggi si protrarranno per diversi giorni. E di operazione massiccia e continua parla infatti il presidente Trump. Un attacco che si prefigge di azzerare le capacità di rappresaglia dell’Iran e molto altro. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Le biotecnologie potrebbero sganciare la supply chain militare dalla Cina?

La dipendenza dai materiali critici cinesi continua a rappresentare una delle maggiori fragilità strutturali per le forze armate occidentali. Dalla bioidrometallurgia alle batterie organiche, fino alla produzione di proteine e farmaci in teatro operativo, le biotecnologie potrebbero essere parte della risposta. Non si tratterebbe di una vera e propria scorciatoia, ma di un possibile tassello di una più ampia risposta strategica a questa vulnerabilità

Iran sotto i colpi di Usa e Israele. Ecco cosa sta succedendo

Israele ha lanciato un attacco su larga scala contro obiettivi strategici in Iran, inclusa l’area legata alla Guida Suprema, in un’operazione che segnerebbe un’escalation senza precedenti e vedrebbe anche il coinvolgimento degli Stati Uniti. L’azione riflette il fallimento della pressione diplomatica sul nucleare iraniano e apre una fase altamente instabile, con il rischio di una risposta di Teheran e di un conflitto diretto tra Stati nella regione

La Luna non aspetta, il fattore Cina modifica le priorità della Nasa. Spagnulo spiega perché

La Nasa riscrive Artemis per uscire da una traiettoria fatta di rinvii e incastri. Il nuovo corso punta su tappe intermedie e più prudenza, mentre restano i nodi di un’architettura incompleta (Gateway e lander), i costi dell’SLS e l’integrazione con le soluzioni di SpaceX e Blue Origin. Sullo sfondo la pressione della Cina e, nel breve, la necessità di voli e test credibili entro il 2028, con l’Europa a rischio marginalità. Airpress ne ha discusso con Marcello Spagnulo, ingegnere ed esperto aerospaziale

Il bacio di Bocchino e Pascale, l'elmetto di Mattarella, l'orecchietta di Santanchè. Queste le avete viste?

Italo Bocchino ha presentato a Roma il suo ultimo libro. Tra il pubblico, anche Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi. Poi il Presidente della Repubblica si è recato a Niscemi per fare un sopralluogo, mentre la ministra del Turismo Santanchè partecipava al Salone del turismo della Regione Puglia. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni

Mappare le fragilità della Cina con l'IA. Come si sta muovendo il Pentagono

Il Dipartimento della Difesa starebbe chiedendo ai vari laboratori nazionali di intelligenza artificiale di aiutarlo a individuare le fragilità nei sistemi della Cina e altri rivali. La questione si inserisce in un momento in cui le aziende devono decidere come possono essere utilizzati i loro strumenti

Censura militare. Tutte le purghe di Xi fotografate dal Csis

Le epurazioni nell’apparato militare cinese hanno colpito ogni settore, dalla Rocket Force ai comandi regionali. Dietro la retorica anticorruzione emerge una più ampia partita politica sulla lealtà e sul controllo del potere armato. Cosa dice il report del Center for Strategic and International Studies

Italia-India, un allineamento industriale oltre che politico

L’India sta riscrivendo le regole del proprio approvvigionamento della difesa. Dopo decenni di dipendenza russa, Nuova Delhi cerca partner capaci di trasferire tecnologia e costruire filiere produttive locali, non semplici fornitori di sistemi finiti. Le imprese italiane del settore, specializzate, agili e presenti nelle nicchie tecnologiche più rilevanti, sono in una posizione oggettivamente favorevole

Storia di ordinaria resilienza. Ecco perché l'economia dell'Ucraina ha evitato il collasso

A quattro anni dal conflitto scatenato dalla Russia, il Paese invaso da Mosca non solo ha evitato il collasso della propria economia, ma è destinato ad aumentare il ritmo della crescita, fino al 4%. Ma guai a pensare che Zelensky possa fare a meno del maxi-prestito da parte dell’Europa

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