Il capitale globale tende a spostarsi verso le industrie e le infrastrutture che definiscono la nuova fase della crescita economica. Ed è questo processo – lento ma inevitabile – che potrebbe essere già iniziato. La crisi iraniana potrebbe quindi essere ricordata non soltanto come un episodio di tensione geopolitica nel Golfo Persico, ma come uno dei catalizzatori della nuova grande rotazione dei mercati globali. L’intervento di Francesco De Leo Kaufmann, economista e dirigente d’azienda
GALLERIE FOTOGRAFICHE
Un treno per riavvicinare Cina e Corea del Nord. E non solo geograficamente
La riapertura della linea ferroviaria tra Cina e Corea del Nord è solo l’ultimo tassello di un riavvicinamento politico ed economico tra Pechino e Pyongyang. Una mossa che si inserisce in un contesto geopolitico complesso, segnato dalla crescente cooperazione tra Kim e la Russia e da possibili nuovi contatti con gli Stati Uniti
L’attacco che ha raggiunto Camp Singara, a Erbil, porta anche il contingente italiano dentro la nuova fase di instabilità mediorientale. Nessun militare è rimasto ferito grazie alle misure di sicurezza già attivate, ma il colpo conferma lo scenario in cui opera la missione Prima Parthica. Da quella base passano addestramento, logistica e collegamento con i partner curdi, elementi centrali della presenza italiana nel nord dell’Iraq
Il corridoio Bangladesh-Libia-Italia sta trasformando la rotta del Mediterraneo centrale in un sistema migratorio transcontinentale che collega Asia meridionale, Nord Africa ed Europa. Un fenomeno sostenuto da reti criminali e dinamiche diasporiche che pone nuove sfide alla sicurezza e alla gestione dei flussi nel Mediterraneo
Le “Due Sessioni” che si sono svolte a Pechino offrono una fotografia chiara della fase che la Cina sta attraversando. Il governo ha fissato un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5%, il più basso da oltre tre decenni, segnale di una trasformazione più profonda del modello economico cinese
Quali lezioni dal Golfo per le Forze aeree occidentali. Parla il gen. Goretti
Il conflitto nel Golfo sta riportando il dominio aereo al centro del dibattito strategico, ma mette anche in luce nuove vulnerabilità operative. Pesano l’impiego massivo di droni e munizioni circuitanti, lo squilibrio economico tra attaccante e difensore e l’emergere di tecnologie non cinetiche destinate a cambiare il modo in cui si combatte nei cieli. Sullo sfondo, le scelte industriali, l’integrazione europea della difesa aerea e le implicazioni per le Forze armate italiane. L’intervista di Airpress al generale Luca Goretti, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare
Negli Usa l'IA entra nella sfida dei rimborsi sanitari. Ecco perché
L’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione dei rimborsi sanitari sta aprendo un nuovo capitolo nel rapporto tra tecnologia e sostenibilità dei sistemi sanitari. Negli Stati Uniti il confronto tra ospedali e assicurazioni diventa sempre di più anche una questione algoritmica

Dal caso Zephyros alla base di Erbil. Il G7 studia come proteggere traffici e personale
Lo stretto di Hormuz è stato trasformato in una sorta di Vietnam in mare, dal momento che la reazione “guerrigliera” di Teheran e dei suoi fiancheggiatori si sta sviluppando per il tramite di piccoli ma letali attacchi mirati, che toccano interessi nevralgici come quelli energetici. I leader del G7 hanno concordato di valutare la possibilità di fornire scorte alle navi commerciali
Energia è potere, la lezione che l’Italia continua a ignorare. Il commento di Bonanni
Le crisi in Medio Oriente mostrano la fragilità energetica italiana, frutto di scelte rinviate e dipendenze esterne. Per ridurre i rischi servono diversificazione, nuove infrastrutture, rinnovabili e una strategia che restituisca autonomia e stabilità al Paese. Il commento di Raffaele Bonanni
Sull'energia abbiamo superato momenti peggiori. Parla Squeri (FI)
Fertilizzanti in ostaggio, ecco l’effetto domino del caos nel Golfo
L’Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono tra i principali esportatori di fertilizzanti del mondo. La chiusura di un mese dello stretto di Hormuz, canale principale per la circolazione dei principali concimi, potrebbe essere sufficiente per mettere a rischio le coltivazioni che dipendono dal nitrogeno come il mais, il grano e il riso
Dalla difesa alla sicurezza globale. Cosa c’è nel piano industriale di Leonardo
Leonardo ha presentato oggi il piano industriale più ambizioso della sua storia. Cingolani promette ricavi quasi raddoppiati, sinergie con i gruppi europei, un portafoglio che abbraccia ogni dominio operativo e una trasversalità pressoché totale delle tecnologie dipendenti. Su tutto, la scommessa del Michelangelo Dome, che verrà testato direttamente in Ucraina
La nomina di Mojtaba Khamenei dopo la morte della Guida Suprema non segnala il collasso della Repubblica islamica. Indica piuttosto la sua trasformazione in una forma più ristretta e securitaria, dominata dagli apparati di sicurezza. L’analisi di Marco Vicenzino
L’ex leader del regime venezuelano vive nella Special Housing Unit del Centro di Detenzione Metropolitano di Brooklyn perché è un detenuto di alto profilo e rischio. Può uscire tre volte alla settimana e ha un uso controllato del telefono. La denuncia di maltrattamenti e sequestri
Al convegno promosso da Magistratura democratica il 13 marzo prossimo a Roma sul tema: “L’insofferenza per lo stato di diritto e il nuovo volto del capo” parteciperà anche mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (Cei). L’opinione di Giorgio Girelli, coordinatore Centro Studi Sociali “A. De Gasperi”
Guerre spaziali tra Parigi e Berlino. Il patto Airbus-Rheinmetall che agita l’Europa
Lo Spazio sta diventando uno dei principali campi di competizione strategica tra Francia e Germania dentro l’Europa. I segnali erano evidenti da tempo, ma ora si materializzano nell’asse Airbus-Rheinmetall-OHB sul progetto Wächter, con il fattore Bromo a rendere ancora più visibile la torsione tedesca. Per l’Italia, come sempre, si intrecciano rischi e opportunità. L’analisi di Marcello Spagnulo, ingegnere ed esperto aerospaziale
Iran, se la diplomazia è l'unica vera arma. Castellaneta legge le mosse del governo
La successione a Teheran apre una fase incerta segnata da guerra, pressioni esterne e divisioni interne al regime. In questo scenario, l’Italia punta su una diplomazia prudente per evitare l’escalation, difendere stabilità regionale ed energie e mantenere aperti i canali con i partner del Golfo. L’analisi di Giovanni Castellaneta
A cosa puntano i pasdaran nella guerra in Iran
Anche se cospicuo, l’utilizzo delle riserve strategiche di petrolio deciso dai ministri dell’Energia del G7 non arresta l’escalation dei prezzi del greggio e delle bollette energetiche. Si tratta soltanto di una delle conseguenze dell’effetto domino economico e finanziario che la guerra in Medio Oriente rischia di provocare. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Sugli Ets si acceleri. La linea italiana per convincere l'Europa
La premier aumenta ancora il pressing su Bruxelles affinché metta mano il prima possibile al sistema di tassazione per le emissioni fossili, prima che l’impennata di greggio e gas divori la crescita degli ultimi anni. E sui carburanti Roma è pronta alla stretta per chi specula. La sponda tedesca e belga che può far breccia in Europa
Da quando sanzioni ed embarghi hanno drasticamente ridotto le vendite di greggio russo, per le compagnie nazionali i margini si sono trasformati in perdite. Ma ora l’impennata dell’oro nero può aiutare il Cremlino a evitare il disastro. Ecco come
Se vince il Sì o se vince il No. Ecco cosa capita
Il referendum sulla giustizia è diventato un test politico su Giorgia Meloni. La vittoria del Sì rafforzerebbe governo e riforme; il No consacrerebbe il ruolo dell’Anm come attore politico. Dal voto del 23 marzo deriveranno due scenari opposti per il futuro istituzionale del Paese
Minare Hormuz, la mossa disperata dell’Iran. L'analisi di Caffio
Attuato nella guerra Iran-Iraq (1980-1987), a lungo immaginato come minaccia ibrida e asimmetrica al transito di Hormuz, il minamento dello Stretto sembra prendere corpo. Le ultime cronache, ne parlano come di una mossa disperata di Teheran. Gli Stati Uniti si preparano a neutralizzare le residue forze navali iraniane. Si dovranno adottare iniziative per garantire la libertà di navigazione. L’Italia è tra i Paesi con capacità di contromisure mine
Dual use e deep tech, l’alleanza che funziona. L’esempio dell’italiana Mirai Robotics
L’Italia dimostra di saper generare startup tecnologiche capaci di attrarre fiducia e capitali anche in settori strategici come la difesa e il dual use. Mirai Robotics, azienda italiana con sedi in Puglia e Milano, raccoglie 4,2 milioni di euro per sviluppare sistemi marittimi autonomi che integrano robotica e intelligenza artificiale. Una ulteriore dimostrazione della profonda trasformazione che sta interessando il comparto industriale del defence-tech e del dual use
Italia e India osservano il conflitto in West Asia con le stesse lenti
La crisi nel Golfo e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz spingono Italia e India a rafforzare il coordinamento diplomatico su energia, mercati e sicurezza delle rotte. Il dialogo tra i ministri Tajani e Jaishankar e le parole dell’ambasciatore Bartoli mostrano una convergenza strategica che guarda anche al corridoio Imec come alternativa alle rotte più esposte
Tech 2030, ecco la roadmap per la cooperazione tra Europa e Stati Uniti
Tecnologia, sicurezza e geopolitica sempre più intrecciate. All’evento Eu-Us Tech Agenda 2030 istituzioni e imprese discutono su come rafforzare la partnership tecnologica transatlantica per affrontare la competizione globale
Ecco come la Cina alza il livello dello scontro su Panama
Ck Hutchinson, probabilmente sull’onda del pressing di Pechino, chiede un risarcimento di due miliardi al governo panamense, reo di averle strappato di mano le concessioni per i due scali di Balboa e Cristobal. Mentre BlackRock stringe il cerchio sui restanti porti in mano cinese
La lezione americana che serve all’Europa del defense-tech
Nel confronto sul defense-tech è emersa l’urgenza per l’Europa di colmare il divario tecnologico con una strategia comune che unisca industria, sicurezza e innovazione. Tra eccesso di regole, frammentazione produttiva e lentezza nei processi, i relatori hanno indicato tre priorità: accelerare l’adozione delle tecnologie, rafforzare competenze e filiere, costruire fiducia tra pubblico, imprese e difesa
Convergenza industriale e difesa. L'asse vincente tra Roma e Washington
Non può esistere alcuna autonomia strategica europea, in particolare per quanto riguarda le tecnologie abilitanti, o strategic enablers, in assenza di una stretta complementarietà con gli Stati Uniti, sia sul piano industriale che su quello tecnologico. Carmine America, founder & ceo di Prima Sidera, racconta la conferenza “EU US Tech Agenda 2030”, organizzata a Roma da Formiche presso la sala del Refettorio della Camera dei Deputati
L’arsenale della democrazia rischia di svuotarsi. L’allarme di JPMorgan
Gli Stati Uniti stanno affrontando un momento critico per la loro industria della difesa. Il modello sviluppato dopo la Guerra fredda mostra limiti evidenti, dalla concentrazione dei produttori alla riduzione della forza lavoro e dei fornitori. In un contesto di competizione globale con Cina e alleati più autonomi, l’innovazione tecnologica e la capacità produttiva devono trovare un nuovo equilibrio. Le conclusioni del nuovo report di JPMorgan sull’industria della difesa statunitense






































































